Tutto per colpa dell’ultima “opera” di Maurizio Gasparri. Il libro dell’ex Ministro, dopo essere stato presentato e sponsorizzato a dovere è stato infatti ironicamente lanciato in aria. Un gesto rituale, ricorrente e noto a tutti gli aficionados di “Tetris” e che probabilmente ha l’obiettivo di demarkettizzare il momento di autocelebrazione del personaggio di turno.
Peccato però che Gasparri non l’abbia pensata allo stesso modo, inscenando una lite che, sinceramente, poteva essere evitata.
Ad una settimana dal diverbio tra Livia Turco e Fabrizio Corona, a Tetris va in scena un altro scazzo stavolta riguardante l’ex berlusconiano Paolo Guzzanti e (guarda un po’) Vittorio Sgarbi.
Una lite sorprendente visto il clima sereno che si era respirato sino a quel momento, anche tra i due protagonisti. Poi all’improvviso ecco il temporale!
«Hai mollato Berlusconi per difendere tua figlia, dopo gli attacchi partiti da Piazza Navona», ha affermato Sgarbi, parlando sopra al giornalista. Secca la replica di quest’ultimo: «Non è vero. Mi sono allontanato da lui perchè ha appoggiato il criminale Vladimir Putin, quando la Russia ha invaso la Georgia».
«Ma lascia perdere, Silvio era amico di Putin pure quando ti hanno eletto. Bugiardo, falsario!»
«Non lascio perdere un cazzo, stai zitto, piantala cialtrone».
Che mondo sarebbe senza liti in tv! Dopo il recente scazzo tra Brunetta e Bignardi, questa settimana è stata la volta di Livia Turco e Fabrizio Corona, entrambi ospiti della trasmissione Tetris di Luca Telese.
«Non so chi sia Corona», ha confessato la parlamentare del Pd al giornalista. La risposta ha infastidito il diretto interessato, tanto da spingerlo ad una dura replica: «Non voglio essere arrogante, ma se non sa chi sono vuol dire che non legge i giornali». Ed ancora: «Sono diventato famoso per una vicenda giuridica che ha spaccato il Paese e che ha riguardato anche politici. Dovete conoscermi per forza, perchè sennò non siete persone che vivono in questo ambiente».
Parole queste, sufficienti a scatenare l’ira della donna che, appena terminato il suo sfogo, ha abbandonato lo studio: «Rivendico il diritto di conoscere le fabbriche, gli ospedali, i luoghi di lavoro. Questa è l’Italia che conosco e che voglio continuare a conoscere. Lei faccia pure ciò che vuole, ma non mi dia lezioni».
Lungi da me voler dar ragione ad un personaggio moralmente discutibile, capace di lucrare su stragi – vedi Erba – e drammi umani come la vicenda di Lapo Elkann. Ci sarebbe anzi da indignarsi nell’assistere a continue beatificazioni di un tizio che probabilmente (c’è un processo in corso) spacciava tentativi di ricatto per diritto di cronaca.
Ma affermare di non conoscere Fabrizio Corona, corrisponde all’ennesimo e patetico atto di snobismo attuato da una sinistra radical chic e con la perenne puzza sotto il naso. Eppure il “caso Sircana” dovrebbe ricordare qualcosa alla signora Turco. Che nei giorni in cui l’allora Presidente Prodi riconfermava la fiducia al suo portavoce – travolto dallo scandalo ‘trans’ – lei fosse all’estero? Chissà!