SANREMO STORY. Anno 2008: Pippo perde la sfida e le staffe.

CONDUTTORI: Baudo – Chiambretti – Oswart – Guaccero.
VINCITORI: Lola Ponce & Giò di Tonno.
SHARE: Prima serata, 36,46 circa. Ultima serata, 44,90%.

Questo lungo speciale di Sanremo story si conclude ovviamente col racconto dell’edizione 2008, ancora condotta da Pippo Baudo. Ad affiancarlo Piero Chiambretti e le vallette Andrea Osvart - Bianca Guaccero, che per le prime due serate si alternarono sul palco.

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Fin dalla prima puntata si percepì che le cose non sarebbero andate per il verso migliore. A poche ore dalla partenza, i tg diramarono la drammatica notizia del ritrovamento in un pozzo di due corpicini presumibilmente appartenenti a Francesco e Salvatore, scomparsi nel nulla due anni prima. Accadde così che lo Speciale Chi l’ha visto? in onda contemporaneamente al Festival totalizzò un boom di ascolti, rosicchiando pubblico proprio a quest’ultimo. Anche le serate successive seguirono lo stesso andamento e, nonostante lo spettacolo offerto fosse qualitativamente valido, Baudo e Chiambretti subirono un feroce processo mediatico. A non accettare tale trattamento fu proprio Superpippo che in una celebre conferenza stampa sbottò clamorosamente. Qui sotto il video.

Il Dopofestival venne affidato alla creatività di Elio e le storie tese che riuscirono a regalare al pubblico fantastiche correzioni dei testi in gara ed imperdibili duetti con i partecipanti. L’ironia e il divertimento sostituirono finalmente le classiche polemiche post-festivaliere tra critici e cantanti (fatta eccezione per il diverbio tra Fegiz e Cutugno).

Passando alla gara, a trionfare furono a sorpresa Gio di Tonno e Lola Ponce, mentre tra i giovani si imposero i Sonohra. Grande scalpore fece invece la vicenda di Loredana Bertè: nella giornata successiva alla prima esibizione della cantante, si scopì che la musica di Radius non era inedita, bensì era stata incisa nel 1988 dalla cantante Ornella Ventura con un altro testo (“L’ultimo segreto”). L’esclusione risultò inevitabile anche se l’artista riuscì comunque a ritirare uno speciale premio della critica istituito dalla città di Sanremo.

Tra gli ospiti da sottolineare la partecipazione di Jovanotti, Giorgia, Gianna Nannini e i Duran Duran. Per quel che riguarda i comici, spettò a Carlo Verdone (presente in addirittura due serate) regalare risate al pubblico. Successivamente si venne a sapere che l’attore romano per la sua “comparsata” non chiese a Baudo alcun compenso, ma solamente una cassa di arance siciliane!

SANREMO STORY, Anno 2007: il ritorno trionfante di Superpippo!

CONDUTTORI: Pippo Baudo e Michelle Hunziker.
VINCITORE: Simone Cristicchi.
SHARE: Prima serata, 44,82%. Ultima serata, 54,27%.

Nel 2007 il “113 della Rai” – così soprannominato dai critici televisivi – tornò sul palco dell’Ariston. Pronto e puntuale nel perorare la causa sanremese, Baudo confezionò un ottimo spettacolo, affiancato dalla brava Michele Hunziker, gentilmente concessa dalla concorrenza.

Per l’occasione fu rispolverato anche il Dopofestival, affidato a Piero Chiambretti che portò in riviera quasi tutta la banda di Markette. In mancanza di spunti che potessero turbare il clima creatosi, la stampa si aggrappò ai compensi dei due conduttori, rispettivamente di 750 mila euro (Baudo) e 1 milione (Hunziker), giudicati inappropriati.

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La kermesse in verità fu orientata al risparmio, con ospiti musicali del calibro di Tiziano Ferro, Franco Battiato, Renato Zero, Elisa, Gianna Nannini e Gigi D’Alessio pagati solo 10.000 euro ciascuno e comici come Tortora, Ficarra e Picone e Cornacchione “liquidati” con appena la metà.

Passando alle canzoni, a trionfare fu “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, mentre tra i giovani il brano “Pensa” di Fabrizio Moro, dedicato agli eroi ammazzati dalla mafia, vinse a mani basse. Suscitarono inoltre molta ironia le partecipazioni di tre “senatori” come Albano (classificatosi secondo), Milva e Dorelli.

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Gli ascolti, dopo una partenza in sordina, si rivelarono soddisfacenti, ma nonostante questo si raccontò di un Fabrizio Del Noce già in segreta trattativa con Paolo Bonolis per la conduzione dell’edizione seguente. Pippo non la prese affatto bene, ed in una delle ultime conferenze stampa il gelo creatosi tra i due divenne pubblico.

Il disappunto nei confronti del direttore e Bonolis straboccò completamente quando, all’indomani della puntata finale, rivendicando l’ottimo share ottenuto commentò:

«Abbiamo fatto più o meno come Bonolis nel 2005, ma fortunatamente per noi e per il Paese non c’è stato il morto che doveva arrivare a Ciampino»

Riferimento alla bara di Nicola Calipari che rientrò dall’Iraq proprio in concomitanza dell’epilogo sanremese. Un’uscita decisamente inappropriata.

SANREMO STORY, Anno 2006: Panariello affonda, insieme allo share.

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CONDUTTORI: Giorgio Panariello, Victoria Cabello e Ilary Blasi.
VINCITORE: Povia.
SHARE: Prima serata, 44,45%. Ultima serata, 48,53%.

Nel 2006 a Giorgio Panariello spettò il compito più arduo: far dimenticare Bonolis ed il boom del precedente Festival. Ad accompagnarlo in questa impresa Victoria Cabello ed Ilary Blasi.

La delusione fu totale. Gli ascolti non premiarono ed il continuo paragone col 2005 non aiutò. Il presentatore, limitato dalla rigida scaletta non riuscì ad esprimere la sua verve comica e solo grazie a Pieraccioni prima e Verdone poi (ospiti della kermesse) riuscì a risvegliare un pò gli animi del pubblico. La Cabello, ottima nel ruolo di disturbatrice, si ritrovò al suo fianco una spenta moglie di Totti che, come scrisse Aldo Grasso, sembrò essere all’Ariston solo per portare come ospite il Pupone. Per la cronaca, fu proprio in questa occasione che il numero 10 romanista lanciò il tormentone del “Po-po-po-po-po-po” che avrebbe accompagnato la Nazionale durante e dopo i mondiali di Germania.

John Travolta, ospite d’onore, diede vita ad una delle performance più penose della storia festivaliera: per non perdere l’aereo che l’avrebbe riportato a casa, impose l’uscita anticipata con una Victoria chiamata a rendere ironica una situazione letteralmente tragica.

La scenografia (scura), affidata al premio oscar Dante Ferretti, non previde la scalinata, nè i fiori, nè la centralità dell’orchestra. Ed aspre critiche a riguardo non mancarono.

L’edizione venne infine vinta da Povia con “Vorrei avere il becco” e per il secondo anno consecutivo il DopoFestival non vide la luce. In basso l’esibizione di Carlo Verdone.

SANREMO STORY. Anno 2005: Cronaca di un successo annunciato.

CONDUTTORI: Paolo Bonolis, Antonella Clerici e Federica Felini.
VINCITORE: Francesco Renga.
SHARE: Prima serata, 54,78%. Ultima serata, 55,08%.

Dopo il flop del 2004 la Rai non poteva permettersi un altro passo falso. A chi affidare allora la conduzione della kermesse, se non all’eroe di Viale Mazzini che era stato capace di abbattere nell’access prime time Striscia la Notizia? Fu così quindi che Bonolis prese in mano il Festival, rivoluzionandolo. Innanzitutto creò 4 categorie – Donne, Uomini, Gruppi, Classic – nei quali furono mescolati sia i Big che le Nuove proposte e, successivamente, andò ad eliminare il DopoFestival, inserendo il dibattito sulle canzoni all’interno del programma stesso. Ad affiancare il presentatore Antonella Clerici e l’esordiente Federica Felini.

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Il cast musicale si rivelò ricchissimo: oltre a Francesco Renga che trionfò a mani basse, sul palco salirono Le Vibrazioni, Franco Califano, Paola e Chiara, Alexia, Antonella Ruggiero e dei giovanissimi Negramaro. La canzone simbolo fu invece “Quando i bambini fanno oh”, che uno sconosciuto Povia presentò fuori gara.

L’edizione, splendida sotto ogni profilo, fu però circondata da tristi eventi che ne turbarono la quiete. Nel corso della prima serata si venne a sapere della morte di Alberto Castagna. Bonolis e gli autori, per non far apparire stonata una stravagante esibizione di Michael Bublè, decisero di annunciare al pubblico la scomparsa del conduttore con un’ora di ritardo. La scelta provocò aspre polemiche, ma a bocce ferme il comportamento apparve più che saggio.

Nello stesso periodo inoltre, la giornalista del “Manifesto” Giuliana Sgrena era nelle mani di rapitori iracheni. Venerdì 4 marzo ne venne prima annunciata la liberazione, ma successivamente si sparse la voce dell’uccisione di Nicola Calipari. Un’altra tegola per il Festival che rimase nel limbo, tra la necessità di portare avanti il “carrozzone” e l’imbarazzo dovuto agli avvenimenti che lo circondavano. Nell’ultima serata, il ritorno del feretro di Calipari in Italia, portò all’interruzione momentanea della trasmissione, intervallata da un doveroso Speciale Tg1. La successiva incoronazione di Renga, avvenne di conseguenza in un clima alquanto mesto.

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La Gialappa’s come al solito raccontò l’evento su Radio 2 e riuscì ancora una volta a “salire” sul palco dell’Ariston, stavolta grazie alla collaborazione di Alexia. A seguire l’esibizione della cantante.

Gli ascolti premiarono Bonolis, che rispetto al 2004 migliorò lo share di oltre 10 punti percentuali.

SANREMO STORY. Anno 2004: la Ventura e la sua (fallimentare) rivoluzione.

CONDUTTORI: Simona Ventura, Gene Gnocchi, Maurizio Crozza e Paola Cortellesi.
VINCITORE: Marco Masini.
SHARE: Prima serata, 42% circa. Ultima serata, 48,57%.

 

Il 2004 rappresentò l’anno della totale rivoluzione festivaliera, sia dal punto di vista televisivo che canoro.

La direzione artistica venne affidata a Tony Renis, mentre Supersimo ebbe carta bianca nella scelta dello stile della conduzione. Il primo, oltre ad aver abolito la divisione tra Big e giovani con l’inaugurazione di una categoria unica, promise mari e monti, ma aspre liti con alcune case discografiche ed artisti di calibro quali Eros Ramazzotti (che il re di Quando quando quando definì “cagasotto”) portarono alla costruzione di un cast zeppo di semisconosciuti (Andrè, Linda, Danny Losito, Veruska, Stefano Picchi) e ad una lista di ospiti tutt’altro che entusiasmante: Christian De Sica, Silvio Muccino e Dustin Hoffman (che dovette coprire due serate. Incredibile!). Fu solo grazie a Celentano nell’ultima puntata che l’edizione potè risollevarsi anche in quanto ad ascolti. Lo share del 54esimo Sanremo fu infatti disastroso.

Passando al “lato televisivo”, stupì parecchio la decisione della Ventura di rompere quella sorta di sacralità e di messa cantata (nel senso buono) che per più di 50 anni aveva identificato e segnato il Festival. La presentatrice (ai ferri corti sin da subito con Renis) preferì traslocare Quelli che…il calcio sulla riviera ligure, con tutte le debite conseguenze. Le canzoni passarono immediatamente in secondo piano, gli artisti divennero ben presto le vittime sacrificali di Gene Gnocchi ed il contenitore venne oltretutto riempito di moltissimi Rvm comici (nei quali star hollywoodiane sponsorizzavano ironicamente i concorrenti) che potevano risultare più idonei ad un Dopofestival (come accadde nel 2002) che al Festival vero e proprio.

L’intento di tutti era forse quello di acchiappare il pubblico giovane, ma così facendo riuscirono solamente a perdere per strada lo zoccolo duro degli over 50.

Per il “dopo-Sanremo” venne ingaggiato Bruno Vespa che propose un vergognoso Speciale Porta a Porta. Anzichè realizzare un processo alla gara, il giornalista mescolò i generi, affiancando ai partecipanti politici, soubrette e fenomeni da baraccone quali Apicella e Reitano. Proprio quest’ultimo e Umberto Bossi (qualche giorno prima dell’ictus) furono protagonisti di una delle esibizioni più divertenti & trash della storia della televisione (QUI SOTTO IL VIDEO).


Vinse Marco Masini, tornato in auge dopo un temporaneo ritiro dalle scene. Alle sue spalle Mario Rosini e Linda. Da segnalare inoltre le partecipazioni di Adriano Pappalardo (reduce dai successi dell’ Isola) e Dj Francesco che ebbe la faccia tosta di salire sul palco dell’Ariston a petto nudo. Erano ancora lontani i tempi della “conversione” e di X Factor!

Dopo il “Situation” del 2003, la Gialappa’s riuscì ancora ad intrufolarsi nella trasmissione convincendo tutto il cast a “cangureggiare”, ossia a saltellare prima dell’esibizione. Nella serata finale comparvero anche gli adesivi del canguro che tutti i premiati esibirono con orgoglio!

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SANREMO STORY. Anno 2003: Baudo ci riprova, ma viene sbranato.

CONDUTTORI: Pippo Baudo, Claudia Gerini e Serena Autieri.
VINCITORE: Alexia.
SHARE: Prima serata, 44% circa. Ultima serata, 54,12%.

Dopo l’incredibile successo dell’anno precedente, la 53esima edizione del Festival venne ancora affidata a Pippo Baudo, che scelse di portare sul palco dell’Ariston non più due vallette di sola bella presenza, bensì delle showgirl nel vero senso della parola, abili nel canto e nel ballo: Claudia Gerini e Serena Autieri.

Per quel che riguarda il DopoFestival invece, la questione si rivelò più complessa del previsto: la conduzione, inizialmente offerta a Vittorio Sgarbi, passò allo stesso Baudo (affiancato da Magalli, Ippoliti e Simona Izzo) quando il critico d’arte annunciò di voler essere affiancato dal trans Christina Bugatty. Le polemiche che ne nacquero costrinsero Sgarbi a mollare, ma fu La7 ad offrire a quest’ultimo la possibilità di andare comunque in onda. Titolo del programma? Pluto; in onore a Superpippo!

Passando alla gara, Alexia, che nell’edizione 2002 conquistò solo un “argento”, portò a casa la vittoria, superando Alex Britti e Sergio Cammariere che comunque ottenne l’ambito Premio della Critica. Tra i giovani si impose un’esordiente Dolcenera con “Siamo tutti là fuori”.

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Luciana Littizzetto, Giorgio Panariello, Peter Gabriel, Holly Valance, Shaggy, un’anonima Sharon Stone ed Enrico Montesano, coprirono le cinque serate con ospitate più e meno deliziose. E proprio Montesano si lasciò andare ad una delle battute più hard nella storia della manifestazione: “Kennedy fu eliminato da un fucile a pompa, Clinton da un pompino a salve”. Correvano le ore 22.45.

Ad animare la kermesse ci pensò ancora una volta la Gialappa’s Band che convinse gran parte degli artisti saliti sul palco a pronunciare lo slogan “Situation”, lanciato inizialmente da Sergio Cammariere. Dopo un primo momento di disorientamento, anche Baudo si lasciò coinvolgere dal gioco, con un finale a sorpresa (QUI SOTTO IL VIDEO!).

Gli ascolti non premiarono. Per la prima volta infatti Mediaset non stette a guardare e controprogrammò con Zelig e Grande Fratello, rompendo una storica e ventennale “pax televisiva”.

Fu così che Baudo lasciò mestamente la scena festivaliera, favorendo negli anni successivi l’ingresso a Simona Ventura e Giorgio Panariello, che però sarebbero stati in grado solo di peggiorare le cose.

SANREMO STORY. Anno 2002: Pippo torna e fa boom.

CONDUTTORI: Pippo Baudo, Manuela Arcuri, Vittoria Belvedere.
VINCITORI: Matia Bazar.
SHARE: Prima serata, 55% circa. Ultima serata, 62,66%.

Il 2002 fu di nuovo l’anno di Superpippo Baudo. Il presentatore, tornato in auge dopo anni bui contornati dalla fuga a Mediaset con conseguente pentimento e perdono da parte di Mamma Rai, seppe risalire la china ripartendo dalla terza rete, con un umile programma del pomeriggio intitolato Giorno dopo giorno, che nel tempo gli permise di tornare alla conduzione della kermesse più amata. Accanto a lui sul palco dell’Ariston Vittoria Belvedere e Manuela Arcuri.

Il dopofestival venne affidato invece alla coppia Ventura-Giorgino con quest’ultimo temporaneamente prestato dal Tg1 alla causa festivaliera. Ad aiutarli nel tentativo di rendere frizzante il dopo-gara furono chiamati Gene Gnocchi e Maurizio Crozza, così che la banda di Quelli che…il calcio dell’epoca potesse essere completa. Indimenticabile, a tal proposito, l’imitazione che proprio Crozza fece di Luciano Pavarotti.

Passando ai partecipanti, il cast si rivelò parecchio ricco: Patty Pravo, Alexia, Francesco Renga, Mino Reitano, Loredana Bertè, Gianluca Grignani, Matia Bazar, Gino Paoli, Nino D’Angelo e Daniele Silvestri (che presentò la fortunata “Salirò”). Anche il gruppo Lollipop (esploso l’estate prima) fu inserito tra i big, ma per loro Sanremo rappresentò la fine del sogno. A trionfare furono i Matia Bazar, posizionatisi davanti ad Alexia e Gino Paoli. Un podio completamente ligure.

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Nella categoria giovani si impose Anna Tatangelo, davanti alla compianta Valentina Giovagnini che presentò il meraviglioso “Passo silenzioso della neve”. Nonostante l’età “avanzata”, anche l’allora 36enne Giacomo Celentano (figlio di Adriano) fu inserito nella lista. La sua canzone risultò anonima, mentre per quel che riguarda l’esibizione i fan della Gialappa’s Band possono vantare dolci ed esilaranti ricordi (QUI SOTTO IL VIDEO!).

Argomento ospiti: Baudo non badò a spese e riuscì a portare alla manifestazione grossi nomi quali Britney Spears, Kylie Minogue, Shakira, Alicia Keys, The Coors e The Cranberries. Ma a tenere banco furono soprattutto Fiorello e Benigni che aprirono e chiusero l’edizione. Fu il primo infatti (in parte per merito della Gialappa’s) a lanciare al comico toscano l’assist della “toccatina” a Pippo, che diventò ben presto l’argomento dominante le cinque serate.


Il premio Oscar però, fu anche protagonista di una fastidiosa polemica lanciata da Giuliano Ferrara e Pierluigi Diaco. Ma il lancio di uova promesso dai due non ebbe poi conseguenze pratiche. Grazie a Dio.

SANREMO STORY. Anno 2001: L’occasione sprecata di Raffaella.

CONDUTTORI: Raffaella Carrà, Megan Gale, Massimo Ceccherini ed Enrico Papi.
VINCITORE: Elisa.
SHARE: Prima serata, 51% circa. Ultima serata, 57,25%.

Il 2001 fu l’anno di Raffaella Carrà, seconda donna in ordine di tempo chiamata a condurre la famosa kermesse canora (la prima fu Loretta Goggi). Al suo fianco i discoli Enrico Papi e Massimo Ceccherini e la modella Megan Gale.

Un cast affollato e parecchio dissonante, tanto che dopo la prima serata scoppiò un primo “caso Ceccherini” reo di aver ‘molestato’ in diretta la valletta australiana. Quest’ultima minacciò di non salire più sul palco se l’attacco fosse continuato ed il comico fu costretto al ridimensionamento. Nonostante tutto, successivamente, altre cadute dell’attore toscano non mancarono. Basti citare l’imbarazzante siparietto con l’ospite internazionale Antonio Banderas, oppure l’indimenticabile “momento poesia” nel quale deliziò il pubblico con versi del tipo “Scusa tanto Megan Gale se ti ho dato una palpata, tu però non me l’hai data”.

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A proposito della Gale, si trattò di una delle partecipazioni più inutili nella storia del Festival. Mai simpatica, mai propositiva, mai sorprendente. Praticamente una mummia.

Papi venne invece dirottato al Dopo Festival, dove realizzò una delle peggiori gaffe della sua carriera. In occasione di un collegamento con l’Argentina, iniziò ad ironizzare sulla condizione di alcuni emigranti. A farne maggiormente le spese fu un’insegnate meridionale, letteralmente sbeffeggiata per il suo totale disorientamento causato oltretutto da un terrificante ritardo del “satellite”. Ne nacque un estenuante siparietto, duramente contestato nei giorni successivi persino dalla signora Franca Ciampi (che diede del cretino a presentatore) e che portò qualche anno dopo il re di Sarabanda a risarcire la signora in questione con 10.000 euro per il danno d’immagine subìto.

Gli ascolti, di conseguenza non premiarono (anche se quei risultati, realizzati oggi, farebbero urlare di gioia) e per la Carrà fu difficile salvare la baracca. Obiettivamente incolpevole dinanzi alla pochezza dei suoi colleghi, a Raffaella venne però contestata la scelta di compagni d’avventura poco consoni all’evento.

Meritano una citazione anche gli ospiti musicali di quell’edizione: Placebo ed Eminem su tutti. I primi si resero protagonisti di un’esibizione shock, nella quale spaccarono la chitarra sbattendola contro un amplificatore, con successivo dito medio rivolto alla platea dell’Ariston che una volta tanto insorse dando confortanti segnali di vita. Per quel che riguarda il rapper invece, le polemiche scattarono già qualche secolo prima per via di testi, secondo alcuni, meritevoli di censura. Il cantante inoltre, alla vigilia, annunciò che non avrebbe voluto rilasciare interviste. Patto mantenuto da tutti, tranne che dalla Carrà che con coraggio encomiabile a fine esibizione prese per un braccio Eminem costringendolo ad un breve confronto.


Per quanto concerne la gara, nella sezione giovani si imposero i Gazosa, mentre tra i big Elisa ebbe la meglio su Giorgia (che propose “Di sole e d’azzurro”) ed i Matia Bazar. Artisti della “ditta Caselli”, che in quell’anno fece il colpaccio.

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Infine, molte discussioni scatenò la rissa avvenuta tra i Sottotono e Valerio Staffelli. Accusati da Striscia di aver copiato un brano degli N’ Sync, i due ragazzi prima accettarono di buon grado il Tapiro, poi, a causa delle ripetute insistenze dell’inviato del tg satirico, cominciarono a volare schiaffi, pugni e sputi all’indirizzo di quest’ultimo.

Dulcis in fundo, da segnalare la prima storica incursione della Gialappa’s sul palco dell’Ariston. Un perizoma dell’inviata di Rai Dire Sanremo Flavia Cercato, venne donato a Raffaella Carrà proprio dai Sottotono.

SANREMO STORY. Anno 2000: il bis di Fazio.

A quasi un mese dalla partenza del Sanremo numero 59, affidato alla coppia Bonolis-Laurenti, questo blog ripercorre la storia delle ultime nove edizioni del Festival, dal 2000 ad oggi.


CONDUTTORI: Fabio Fazio, Teo Teocoli, Luciano Pavarotti e Ines Sastre.
VINCITORE: Orchestra Avion Travel.
SHARE: Prima serata, 56% circa. Ultima serata, 62,48%.

Dopo il successo di ascolti e critica del Festival del 1999, Fabio Fazio ci riprovò, stavolta puntando sull’imponenza di Luciano Pavarotti, sulla simpatia di Teo Teocoli e sulla bellezza di Ines Sastre. Quest’ultima, chiamata a sostituire la sorprendente Laetitia Casta (regina dell’anno prima), fece sin da subito rimpiangere la spontaneità che aveva invece constraddistinto la modella francese.

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Nonostante l’Auditel avesse fatto segnare una flessione rispetto all’edizione precedente, i numeri furono comunque dalla parte del conduttore ligure, che però ebbe la colpa di non osare e stupire come in passato.

Per quel che riguarda l’ambito musicale trionfarono gli sconosciuti Avion Travel con il brano “Sentimento”, stranamente preferito a “La tua ragazza sempre” di Irene Grandi (scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri) e ad “Innamorato” dell’eterno Gianni Morandi. A far vincere l’orchestra campana fu la cosiddetta giuria di qualità, che ribaltò completamente la volontà popolare.
Tra le nuove proposte (nella categoria si impose Jenny B), da segnalare la partecipazione di un giovane Fabrizio Moro e di Padre Alfonso Maria Parente, frate cappuccino che qualche anno dopo sarebbe stato arrestato per una presunta truffa legata alla beneficienza.

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Tra le altre cose, fece parecchio discutere il rap di Lorenzo Jovanotti, ospite della kermesse, dedicato alla cancellazione del debito del terzo mondo. Il cantante nel corso della canzone si rivolse più volte all’allora premier Massimo D’Alemica e la polemica non tardò a dilagarsi.
Qui sotto l’audio dell’esibizione.


Il Dopofestival infine, venne affidato ad Alessia Marcuzzi, affiancata dagli esordienti Fichi d’India. Quando ancora facevano ridere.