Sanremo 2012, le pagelle

GIANNI MORANDI, 4 Prima si presta al bis e successivamente confeziona un Festival sulla scia di quello dell’anno scorso. Senza rotture, senza rivoluzioni. Testimonianza di insicurezza e timore. Sentimenti che mostra in continuazione sul palco, affidandosi ad un gobbo salvagente. A volte non lo fa e son dolori. Anzi gaffe. Tuttavia, in due anni ha regalato a Viale Mazzini record a valanga. Chi verrà nel 2013 dovrà farci i conti.

ROCCO PAPALEO, 6 Picchi geniali, mescolati a siparietti terribili, come quello della “Foca”. Attore e caratterista brillante, Rocco tutto sommato è una spalla perfetta. Ma è arduo essere la spalla del nulla. Se lo fai, smetti di esserlo e diventi qualcosa di indefinito.

IVANA MRAZOVA, 1 La ricorderemo per aver ribattezzato Morricone in Morriccione. Ad un certo punto fa persino rimpiangere Belen ed Elisabetta. Impresona!

SCENOGRAFIA, 7 Gaetano Castelli è una garanzia. Riesce ad accomunare tradizione ed innovazione, garantendo all’Ariston la propria identità. Il suo ultimo Festival? Speriamo di no.

ALESSANDRO SIANI, 3 Evitabilissimo. L’attore napoletano è un fenomeno che la televisione italiana mai comprenderà. Si guadagna addirittura una standing-ovation, grazie ad una retorica imbarazzante: “L’Italia è come il mare, è indivisibile. Nord e sud, siamo sulla stessa barca, siamo un grande popolo, siamo italiani”. Verrebbe quasi da difendere Celentano, per i fischi subiti da parte della stessa platea.

I SOLITI IDIOTI, 2 Dei geni per qualcuno, dei veri idioti per altri. Al di là dei gusti, un dato è innegabile: quelli visti sul palco dell’Ariston non erano gli stessi personaggi adocchiati su Mtv o al cinema. Disinnescati e annullati, a riprova di come la resa di un tormentone sia decisa dal contesto in cui ti trovi. La gag sugli omosessuali non viene capita. Non a caso. Mai ficcanti e pertinenti.

GEPPI CUCCIARI, 10 Il meglio alla fine. Per aumentare la rabbia e il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Rapida, ricettiva, sveglia. I siparietti con Gianni sono stati la parte più bella del 62esimo Sanremo. Perfettamente complementari. Scritturata solo per l’ultima sera. Purtroppo.

ADRIANO CELENTANO, 3 Ha ragione Aldo Grasso: la colpa è di chi lo prende sul serio. Terribilmente noioso nella prima serata, si rifà nell’ultima, quando risulta irresistibile. Contro la sua volontà: “Non ho detto che Avvenire e Famiglia Cristiana vanno chiusi. Ho detto andrebbero. Potete stare aperti, però cambiate impostazione”. Poi però un giorno qualcuno ci spiegherà qual è il passaggio logico da attore di “Bingo Bongo” a messia. In ogni caso il Festival regge soprattutto grazie a lui. Calamita.

 PODIO, 6 Azzeccato per due terzi. A turbare è giustappunto la vittoria di Emma. La terza firmata De Filippi degli ultimi quattro anni. Potere dei talent. E del televoto. Prima del loro avvento vincevano i Matia Bazar, i Jalisse, Povia, Giò di Tonno e Lola Ponce. Non che andasse meglio.

CONTROPROGRAMMAZIONE, 0 Dov’era? Chi l’ha vista? Assente da almeno tre anni.

FESTIVAL, 5 Benigni nel 2011, Celentano quest’anno. Chissà quali sarebbero stati i giudizi sull’era Morandi senza di loro. Gli ascolti dettano legge, ma non si può negare l’evidenza. L’evidenza di due edizioni agghiaccianti.

Il futuro di Gianni, l’antipresentatore da record

Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM

L’eterno ragazzo si comporta da tale. E se martedì, alla partenza del carrozzone annunciava la ferma volontà di un tris, oggi si tira clamorosamente indietro. L’entusiasmo che molla lo spazio alla stanchezza, fisica e mentale. Perché Sanremo è questo.

Morandi, appunto come i giovani che si lasciano governare dagli istinti e dalle passioni, avrà tempo per elaborare la scelta migliore. Lui, innamorato del Festival come pochi altri: “Credo sia giunto il momento di facce nuove. Potrei sempre tornare qua come concorrente”.

Gianni è a quota due. Numericamente al fianco di Paolo Bonolis e Fabio Fazio (con quest’ultimo condivide la consecutività delle esperienze), ricorda a tratti invece Pippo Baudo, per la capacità di identificarsi totalmente con la kermesse.  Dipendesse da lui ne condurrebbe dieci, venti. Piazzerebbe la canadese all’Ariston. Ma il Festival è soprattutto contorno. Non tanto canzoni, quanto riempimento di tempi morti. E in quattro ore, per cinque serate, ce ne sono a bizzeffe.

Morandi li ha coperti malissimo. Il gobbo è diventato il suo migliore amico, incapace tuttavia di sostenerlo al momento degli imprevisti. Tanti, troppi. Sanremo non è “C’era un ragazzo”, né “Grazie a tutti”, suoi indimenticati successi televisivi. A Sanremo si presentano i cantanti, non si canta. Si celebrano gli altri, non se stessi.

Il re di Monghidoro non è stupido. Ragionerà dunque anche di furbizia. Qualità del prodotto a parte, Morandi in due anni ha regalato a Viale Mazzini record a valanga. Chi verrà nel 2013 dovrà farci i conti. Se raggiungi il top, ben che vada pareggi, non vai ancora più su. Ecco allora che la patata bollente potrebbe passare di mano. Sempre che a trionfare, alla fine, non sia l’amore.

Sanremo al veleno. Kekko attacca Emma su Facebook

Coda velenosa per il 62esimo Festival di Sanremo, con Francesco Silvestre – autore del brano “Non è l’inferno” – che attacca su Facebook la vincitrice Emma Marrone.

Grazie a tutti per quello che avete fatto per portare “Non è l’inferno” alla vittoria di Sanremo.E’ stata una grandissima serata e sono orgoglioso di aver contribuito a realizzare il sogno di una grandissima artista.Peccato solo che ho ricevuto ringraziamenti da tutti(addetti ai lavori, fan, discografia, radio) tranne dalla persona che ha cantanto il pezzo, che si è degnata di chiamarmi solo alle 12 e 35 di questa mattina e al quale ovviamente non credo risponderò più al telefono.Sono rimasto seduto sul divano fino alle 9 e 15 di questa mattina sperando in un sms di risposta al mio, dove le facevo i complimenti per la vittoria finale, ma purtroppo artista e persona a volte sono due cose differenti.Sono certo che il suo futuro sarà pieno di cose bellissime e glielo auguro, ma sono altrettanto certo che non ci sarà più nessun tipo di collaborazione con lei. Buona musica a tutti

Tutto qui? Macchè. Checco puntualizza poche ore dopo:

Forse c’è qualcuno che non ha compreso il significato del messaggio precedente.Nessuno ha parlato di ringraziamenti stampa o tv, io ho parlato di rapporti personali.Strettamente personali.Non ho mai scritto che non ha pronunciato il mio nome ne alla stampa ne in tv, anche perchè al festival ci è andata lei e non io e non c’è scritto da nessuna parte che una persona debba dire chi le ha scritto la canzone.Ho scritto che aspettavo un semplice sms di risposta di un’ amica con cui condividere un impresa fantastica alla quale sono stato vicinissimo per tutta la settimana.E’ inutile che mi postate video o radiointerviste, non c’è bisogno.Io il festival l’ho fatto 2 volte.Vi assicuro che il tempo per rispondere a un sms lo si trova se lo si vuole.Con questo ho chiuso.

Morandi chiude col botto. Sorpresa Geppy. E intanto Mediaset se la ride

Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM

E adesso provate ad impedirgli il tris. Con questi numeri, le trattative di Gianni per accaparrarsi pure l’edizione 2013 si rivelano in clamorosa discesa. La prima parte della serata finale del Festival è stata seguita da 14.4 milioni di telespettatori (50,9% di share), mentre la seconda si è attestata a 12 milioni, con il 68,7%. La media ponderata dei due segmenti è stata di 13,2 milioni, pari al 57,4% di share.

Oltre 5 punti percentuali in più rispetto al 2011 (52,12%) e quattro dalla kermesse della Clerici (53,2). Ma non è tutto: il secondo Morandi supera addirittura i due Bonolis (54,25 nel 2009 e 55 nel 2005) e Baudo del 2007 (54,2). Fin troppo ingenerosi invece i paragoni con l’ultimo Super Pippo (al 44,9 nel 2008), con Panariello al (48,2 nel 2006) e con la Ventura (al 48,5 nel 2004).

Merito anche di Celentano, nonostante il suo monologo sia stato dimezzato in confronto a quello di martedì. A lui spetta il picco in valori assoluti, con 17,5 milioni di italiani sintonizzati su Raiuno alle 22.59.

La curiosità era tanta. Si attendeva un ritorno sui caldi temi affrontati all’esordio; si attendevano parziali scuse. Che non sono arrivate. Il Molleggiato anzi si è indignato per non essere stato compreso: “Tutta la corporazione dei media si è coalizzata contro di me. Perfino Travaglio, che sembrava aver capito, non ha resistito e ha voluto affondare il coltello nella piaga. Non la mia, la vostra piaga. Perché è la vostra piaga che diventa sempre più profonda in quanto vi distolgono dal capire. E allora cosa fanno affinché possiate non capire: dal contesto del mio discorso estrapolano una frase cambiando anche il modo dei verbi”. Rinomina Famiglia Cristiana, invoca la ricerca di Dio, conia nuove teorie democratiche: “Potete stare aperti, però cambiate impostazione”. L’Ariston stavolta non ci sta, si ribella: “Basta, predicatore”. Lui sorride, gode per gli applausi di un’altra fetta di platea. Tuttavia si irrita: “Dovreste forse farmi prima finire di parlare. Magari c’è qualcosa di interessante per voi”. Poi canta, duetta con Gianni e se ne va. I cantanti si erano già esibiti, giusto per evitare ulteriori mugugni.

Sul podio sono finite tre donne. Non accadeva dal 2001, quando dietro a Elisa si qualificarono Giorgia e i Matia Bazar (guidati da Silvia Mezzanotte). A trionfare è stata Emma, la favorita della vigilia, seguita da Arisa e Noemi (81% di share durante la proclamazione). L’ennesimo colpaccio per Canale 5, capace di siglare la doppietta (Alessandro Casillo, di fatto, è un prodotto di “Io Canto”), e per Maria De Filippi, che negli ultimi quattro anni ha portato a casa nella città dei fiori tre trionfi ed un secondo posto. I critici musicali sbraitano: “Sanremo è ormai vittima dei talent”. Guardando l’Auditel, si direbbe che se di sequestro si tratta, questo è assai gradito. Nonostante, ripetiamolo, sulle altre reti non ci fosse contro-programmazione.

Sabato è stato infine il giorno del rimpianto. Per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Riferimento a Geppy Cucciari e alla sua meravigliosa performance. La miglior spalla per l’eterno ragazzo.

Ultima serata Sanremo, ascolti alle stelle. In 17 milioni per Celentano

La prima parte della serata finale del Festival è stata seguita da 14.4 milioni di telespettatori (50,9% di share), mentre la seconda si è attestata a 12 milioni, con il 68,7%. La media ponderata dei due segmenti è stata di 13,2 milioni, pari al 57,4% di share.

Oltre 5 punti percentuali in più rispetto al 2011 (52,12%) e quattro dalla kermesse della Clerici (53,2). Ma non è tutto: il secondo Morandi supera addirittura i due Bonolis (54,25 nel 2009 e 55 nel 2005) e Baudo del 2007 (54,2). Fin troppo ingenerosi invece i paragoni con l’ultimo Super Pippo (al 44,9 nel 2008), con Panariello al (48,2 nel 2006) e con la Ventura (al 48,5 nel 2004).

Merito anche di Celentano, nonostante il suo monologo sia stato dimezzato in confronto a quello di martedì. A lui spetta il picco in valori assoluti, con 17,5 milioni di italiani sintonizzati su Raiuno alle 22.59.

ULTIMA SERATA FESTIVAL – Trionfa Emma. La platea contesta Celentano. Mori furiosa

Per Maria De Filippi si tratta del terzo trionfo negli ultimi quattro anni.

EMMA MARRONE HA VINTO IL 62ESIMO FESTIVAL DI SANREMO.

In finale vanno Emma, Noemi e Arisa. Il Festival 2012 lo vincerà quindi una donna. In casa Rai il timore è sempre uno: dopo Casillo, prodotto di “Io Canto”, guai a far vincere una creatura di “Amici”.

Fischi a Celentano, Claudia Mori alla Rai: “Complimenti per la buffonata che avete organizzato”.

La teoria democratica di Celentano, in merito ai giornali: “Potete stare aperti, ma cambiate impostazione”. Su Famiglia Cristiana: “Un giornale che ha la presunzione di chiamarsi Famiglia Cristiana dovrebbe parlare di Dio. Tutta la corporazione dei media si è coalizzata contro di me. Perfino Travaglio, che sembrava aver capito, non ha resistito e ha voluto affondare il coltello nella piaga. Non la mia, la vostra piaga. Perché è la vostra piaga che diventa sempre più profonda in quanto vi distolgono dal capire. E allora cosa fanno: affinché possiate non capire: dal contesto del mio discorso estrapolano una frase cambiando anche il modo dei verbi”. Dalla platea qualcuno contesta: “Basta”.

Noemi omaggia la Gialappa’s, in onda su R101, con un adesivo sul braccio: “Stile libero”.

Geppy Cucciari delizia l’Ariston con 10 minuti irresistibili. Giusto il tempo per aumentare il rimpianto di cio’ che sarebbe potuto essere e non e’ stato.

Sigla con bacio di massa. Manca solo una coppia gay. Considerate le polemiche di questi giorni, sarebbe stata la migliore risposta.

Celentano, previsto per le 22.15, slitta alle 22.45, dopo l’esibizione di tutti i big. Il monologo terminerà dunque alle 23.15.

Un festival sull’altalena: il venerdì nero degli ascolti

Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM

Un Festival sull’altalena. Dal botto iniziale alla flessione, passando per una risalita ed un nuovo calo. La quarta serata dell’Ariston ha totalizzato 11.429.000 telespettatori nella prima parte (share del 39,64%) e 7.325.000 nella seconda (49,9). La media ponderata dei due segmenti è stata di 9,9 milioni, pari al 41,97% di share

Un calo rilevante rispetto al 2011, quando i milioni furono 10,6 e la percentuale del 46,9, e al 2010, con la Clerici che si attestò al 50,7%. Fecero meglio anche Bonolis nel 2009 (47,5) e Baudo nel 2007 (45,8). Per imbattersi in numeri peggiori bisogna ricorrere alle tragiche edizioni del 2008 (al 30,2), del 2006 (al 36,7), del 2004 (al 40,7) e del 2003 (al 38,23).

Doveva essere la serata dei giovani. Il primo si è esibito alle 23.40. La fotografia dell’Italia in una scaletta. Prima di loro spazio ai duetti italiani dei big in gara, intervallati dalle solite super-ospitate. Una risorsa in condizioni normali, un terribile macigno se il conduttore si chiama Morandi, incapace di intrattenere forse pure un dibattito col proprio postino, senza l’ausilio del gobbo.

Ecco dunque l’innesto dei luoghi comuni e delle banalità. La Ferilli canta Sanremo non fa la stupida stasera e ci regala i ricordi della sua edizione, quella del 1996. Le chiedono di Celentano e lei sorprende tutti: “Avoja se m’è piaciuto. Io avrei detto due, tre cose in più”. Apprezzabile la sincerità, quanto la spontaneità, che in queste circostanze al contrario va sempre a farsi benedire. Vedi Pellegrini. O Bellucci l’anno scorso.

Evitabilissimo Alessandro Siani, fenomeno che la televisione mai comprenderà (nel 2007 gli venne proposta ed in fretta e furia levata la stagione post-mammucariana di “Libero”, in seguito girata a Max Giusti). Si guadagna addirittura una standing-ovation, grazie ad una retorica imbarazzante: “L’Italia è come il mare, è indivisibile. Nord e sud, siamo sulla stessa barca, siamo un grande popolo, siamo italiani”.

Tra le performance canore protagonisti, in negativo, D’Alessio e Bertè, accusati di playback. La loro Respirare, eseguita in versione dance dal dj Fargetta, non presentava infatti alcuna imperfezione. Loredana finisce così nuovamente nella bufera, a quattro anni dall’ultima partecipazione che equivalse tuttavia ad una squalifica. Le note del brano dell’epoca, Musica e parole, risultarono identiche all’Ultimo segreto di Ornella Ventura e dagli autori medesimi.

Eliminati dalla finalissima Chiara Civello e i Matia Bazar, quest’ultimi protagonisti assieme a Platinette, versione Coruzzi: “Volevo dire che io adoro gli eterosessuali”, provoca. Morandi incassa e se la prende, tanto da replicare (ancora): “E io amo i gay”.

Nelle Nuove Proposte si afferma Alessandro Civello, appena 15enne e proveniente da “Io canto”. Una mezza beffa per la Rai, che potrebbe diventare disfatta se stasera andasse a fargli compagnia un fuoriuscito di “Amici” (in gara ci sono Emma e Carone).

Ascolti penultima serata: mai così male dal 2008

Un Festival sull’altalena. Dal botto iniziale alla flessione, passando per una risalita ed un nuovo calo. La quarta serata dell’Ariston ha totalizzato 11.429.000 telespettatori nella prima parte (share del 39,64%) e 7.325.000 nella seconda (49,9). La media ponderata dei due segmenti è stata di 9,9 milioni, pari al 41,97% di share

Un calo rilevante rispetto al 2011, quando i milioni furono 10,6 e la percentuale del 46,9, e al 2010, con la Clerici che si attestò al 50,7%. Fecero meglio anche Bonolis nel 2009 (47,5) e Baudo nel 2007 (45,8). Per imbattersi in numeri peggiori bisogna ricorrere alle tragiche edizioni del 2008 (al 30,2), del 2006 (al 36,7), del 2004 (al 40,7) e del 2003 (al 38,23).

QUARTA SERATA FESTIVAL – Vince Casillo. Fuori Civello e Matia Bazar. Platinette risponde ai Soliti Idioti

BIG, ELIMINATI DEFINITIVAMENTE I MATIA BAZAR E CHIARA CIVELLO.

ALESSANDRO CASILLO SI AGGIUDICA LA GARA DEI GIOVANI. Essendo minorenne non puo’ esibirsi, dato che la mezzanotte è stata oltrepassata. Verra’ quindi premiato domani.

Mezzo cast di Ballando sul palco. Momento marketta interna: perchè un programma milionario che totalizza puntualmente 13 punti in meno rispetto alla concorrenza low-cost va aiutato.

Platinette torna sulla querelle-gay e provoca: “Io amo gli eterosessuali”. Morandi non riesce a trattenersi: “Platinette, e io amo i gay”.

Morandi: “Ti è piaciuto Celentano?”. Ferillona: “Avoja, io avrei detto anche qualcosina in più.”

La Ferilli che canta una canzone romanesca (col microfono guasto) e che racconta il suo Festival del 1996. Luoghi comuni e banalità. Impossibili da proporre. Invece no.

Fargetta, Bertè e D’Alessio sullo stesso palco. Il risultato ottenuto è impossibile da commentare.

Sul web pubblico scatenato con le somiglianze: Rocco Papaleo è Ned Flanders!

Serata aperta dall’esibizione di Simona Atzori. Morandi ringrazia per gli ascolti di ieri.

Giovedì grasso per Sanremo. Ascolti boom e gaffe a valanga

Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM

Venerdì 17 non porta male a Raiuno, che si sveglia col sorriso a trentadue denti. La terza serata del Festival ha totalizzato 12.770.000 telespettatori nella prima parte (share del 45,62%) e  6,533.000 nella seconda (57,1). La media ponderata dei due segmenti è stata di 10,5 milioni, pari al 47,7%.

Trattasi del secondo miglior risultato delle ultime sette edizioni, con Morandi che perde la sfida solo con se stesso. Nel 2011 lo share sfondò il muro del 51% e gli spettatori sintonizzati furono due milioni in più. Ma stavolta Benigni non c’era. Per il resto, siamo di fronte ad un +1 dal 2010, ad un +0,6 dal 2009, ad un +5 dal 2007 e addirittura ad un +14 rispetto a Panariello (2006).

Dita incrociate bene dunque, dopo il calo subìto mercoledì. Un nuovo exploit aiutato sinceramente anche dalla contro-programmazione, che se in precedenza dormiva, ieri era definitivamente in coma. Non ce ne voglia Alessio Vinci, coraggioso con l’analisi sulla crisi greca a “Matrix”, che tuttavia ha racimolato appena il 4,6%. Perché se persino il battagliero Santoro rinuncia alla guerra, beh, allora il segnale è chiaro.

Il cosiddetto giro di boa s’è rivelato, come sempre, il più interessante della kermesse. Sanremo ha ritrovato la musica, dandosi persino un tocco internazionale grazie ad ospiti di calibro chiamati ad affiancare gli artisti in gara. Applausi e standing-ovation per Brian May e Patti Smith, che sul palco dell’Ariston non è che ci salgano ogni giorno.

Quattordici esibizioni, più le quattro degli eliminati. Una scaletta zeppa, che ha trascinato il carrozzone fino all’1 e 30. Poco, pochissimo spazio per gli sketch. Quelli obbligati bastavano e avanzavano. Come l’apparizione di Federica Pellegrini, tanto campionessa in piscina, quanto soporifera fuori. Morandi fa il Morandi: “E’ vero che hai paura dell’acqua fonda?”. Segretone che ormai conoscono pure in Uzbekistan. Lo impone il gobbo e Gianni si adegua. Mica sempre. Ogni tanto abbassa lo sguardo e va a braccio. Che dolori. “Andrai a Londra agguerrita, sono sicuro che farai cose straordinarie”, assicura alla nuotatrice. Lei lo divora con gli occhi: “Noooo, non si dice”.

Finita qua? Macchè. L’eterno ragazzo si dimentica per due volte il nome di Bregovic, ribattezzandolo Kuzminac; Bruce Springsteen lo chiama Brus Pristi; ritorna masochisticamente sulla querelle sui gay, peggiorando le cose. Poi canta. Facendosi perdonare.

C’è Ivana Mrazova, per la prima volta senza disturbatrici. Utile quanto un termosifone in estate, oltre al torcicollo si becca la morandite: “Ennio Morriccione”. La ricorderemo per questo. Rimandato invece Rocco Papaleo.

Nel quarto appuntamento verrà eletto il vincitore tra i Giovani, mentre i big eseguiranno i duetti. Tra i più curiosi i Matia Bazar e Platinette, Samuele Bersani e Paolo Rossi, Noemi e Gaetano Curreti e Emma Marrone-Alessandra Amoroso. Con la benedizione di Maria.