Berlusconi offende Rosy Bindi: “Più bella che intelligente”

Intervenendo telefonicamente a “Porta a Porta”, Silvio Berlusconi s’è di nuovo scagliato contro la Consulta che nel pomeriggio aveva giudicato illegittimo il Lodo Alfano.

Nel corso della discussione, sentendo Rosy Bindi contestare le sue parole, il premier si e’  poi rivolto a lei definendola «più bella che intelligente». Decisamente una caduta di stile. IN BASSO IL VIDEO.

Ascolti, lo speciale “Porta a Porta” umiliato da Garko. Tanto rumore per nulla

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Massimo Falcioni per Sambenedettoggi.it

Tanto rumore per… nulla. La puntata speciale di “Porta a Porta” dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati d’Abruzzo ha totalizzato appena 3.200.000 spettatori con uno share del 13,47%. Il talk show di Bruno Vespa, che ospitava in studio il premier Silvio Berlusconi, è stato battuto dalla fiction di Canale 5 “L’onore e il rispetto – Parte seconda”. La serie con Gabriel Garko ha raggiunto il 22,61 di share, pari a 5,7 milioni di ascolto medio.

Un flop a tutti gli effetti, conseguito in una serata che, come sappiamo, aveva portato allo slittamento di “Ballarò” (sostituito su Raitre dalla pellicola “La caduta”) e che sostanzialmente non presentava grosse offerte di controprogrammazione. Retequattro riproponeva infatti la commedia di Carlo Vanzina “Selvaggi”, Italiauno omaggiava il compianto Patrick Swayze con l’eterno “Dirty Dancing” e Raidue si difendeva con “L’ispettore Coliandro”.

E’ vero, c’era pure la Champions, con il Milan e la Juventus rispettivamente impegnate con Marsiglia e Bordeaux. Ma non possono queste due gare, trasmesse su piattaforme a pagamento, giustificare un insuccesso considerevole.

Vespa “rinvia” Ballarò. Nessuna censura, ma un’oculata (e tardiva) tattica aziendale

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Massimo Falcioni per www.sambenedettoggi.it

Furibonde polemiche ha scatenato in queste ore la decisione della Rai di far slittare di una settimana la partenza del nuovo ciclo di “Ballarò”. Una scelta legata alla sovrapposizione che verrebbe a crearsi con una puntata speciale in prima serata di “Porta a Porta” che, proprio martedì (rinviando a sua volta la nuova stagione di “Tutti pazzi per la Tele”), trasmetterà in diretta le immagini della consegna delle prime case ai terremotati dell’Aquila.

«Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno – ammonisce Giovanni Floris – e non vedo il motivo di sostituirci». La decisione al contrario, possiede una sensata giustificazione, legata esclusivamente a logiche di strategia palinsestuale. Due trasmissioni di eguale genere e tematica, programmate in contemporanea avrebbero frammentato il bacino d’ascolto del prime time, danneggiando sia il primo che il terzo canale di stato.

Dunque nessuna censura o «volontà di normalizzare Raitre», come denuncia indignato l’ex Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Bensì una semplice tattica aziendale, magari comunicata erroneamente ad appena 48 ore dalla messa in onda.

Già perchè lo stesso Floris spiega di aver spedito in Abruzzo da due settimane un inviato «per una cerimonia che era prevista da tempo». Sforzo che si sarebbe potuto benissimo evitare, mediante un preavviso che invece non è mai arrivato.

Comprensibile allora il rammarico del giornalista romano; un pò meno la collera di chi vede in una scorretta comunicazione un’allarme per la libertà di informazione sulle reti del servizio pubblico.

Vespa dal canto suo, glissa ogni diatriba definendo la “promozione” di “Porta a Porta” come un «riconoscimento per l’impegno profuso nella raccolta di fondi per gli sfollati».