MCS, cala il sipario. Definitivamente

Terminerà stasera, stavolta definitivamente, il “Maurizio Costanzo Show”. Il sipario del Teatro Parioli calerà per l’ultima volta tra, ne siamo certi, lacrime e commozione.

4.391 puntate, quasi 32.800 ospiti complessivi e ben 25 stagioni. Il talk di Maurizio Costanzo andò per la prima volta in onda il 14 settembre 1982 su Retequattro. Passò su Canale 5 dal 24 gennaio 1986 e proseguì ininterrotamente sino al 2004, quando Mediaset (a causa dei bassi ascolti) optò per la sua rimozione.

Dopo una breve parentesi sul digitale terrestre, Piersilvio Berlusconi decise nel 2007 di riproporre la trasmissione, con due appuntamenti settimanali.

Grazie al “Costanzo Show” hanno trovato e accresciuto la loro popolarità grandi artisti come Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Vittorio Sgarbi, Nik Novecento (prematuramente scomparso), Alessandro Bergonzoni, Richy Menphis, Valerio Mastandrea, Claudio Bisio, Gianni Fantoni, Antonio Giuliani ed Enrico Brignano.

Resteranno inoltre nella memoria televisiva le partecipazioni del giudice Giovanni Falcone (nella puntata speciale contro la mafia del 1991) e del discusso attore di teatro Carmelo Bene, protagonista nel 1994 di un memorabile “uno contro tutti”.

Un ricordo infine per i compianti Franco Bracardi e Pino Locchi, il doppiatore che per oltre un ventennio ha introdotto lo show.

Viva l’amarcord! Un bel congedo per il “Maurizio Costanzo show”

Massimo Falcioni per Riviera Oggi.

Maurizio Costanzo – è ufficiale – a gennaio tornerà in Rai. Si congederà da Mediaset dopo ventisette anni per riabbracciare l’azienda che lo aveva lanciato in televisione. Addio dunque al “Costanzo Show” che finirà, stavolta definitivamente, in cantina. Già nel 2005 infatti, Canale 5 lo cancellò dal proprio palinsesto, ma il letargo durò appena ventiquattro mesi.

Ora però non si torna indietro e, senza rancore, ognuno proseguirà per la propria strada. Colpa di un genere offuscatosi nell’arco dell’ultimo decennio, al quale non sono bastati i vari tentativi di rivoluzione apportati nel tempo.

Tuttavia, l’ultima versione del talk in onda da settembre è tornata ad infiammare il pubblico. Riposte del dimenticatoio le solite chiacchiere e gli oramai appannati siparietti, Costanzo ha deciso di celebrare la sua creatura con una sorta di “meglio di”, inframezzato dagli interventi dei diretti interessati, chiamati a rivedere e commentare le proprie partecipazioni d’annata alla trasmissione.

Il risultato ottenuto è decisamente positivo. Il giornalista restituisce alla tv chicche perdute negli archivi Fininvest, offrendo al telespettatore anche il piacere di riammirare mostri sacri dello spettacolo passati a miglior vita.

Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Mike Bongiorno, Corrado, Giorgio Gaber. Ed ancora Isabella Ceola (la giovane bolognese affetta da invecchiamento precoce e deceduta nel 1998) e Nik Novecento, attore prediletto di Pupi Avati, scomparso a soli ventitre anni a causa di una grave malformazione cardiaca. Tutti protagonisti, almeno una volta, su quel palcoscenico e puntualmente ricordati con clip ad hoc.

Toccanti amarcord, perdipiù premiati dagli ascolti. Con uno share medio del 15%, Costanzo regala all’azienda dei numeri talvolta più soddisfacenti di quelli ottenuti da Alessio Vinci e il suo “Matrix”. Prova che le famose “teche”, se utilizzate a dovere, rappresentano decisamente un valore aggiunto per ogni piattaforma televisiva.