Infortunio al braccio per Massimo Scattarella del Gf10 durante un braccio di ferro a ‘Mattino 5′. Da notare lo shock di Federica Panicucci, che nel corso della pubblicità è letteralmente scoppiata in lacrime.
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Anna Longhi si incazza con Federica Panicucci
Da notare l’atteggiamento della conduttrice, che propone un sorriso ed un tono di voce “artefatto”. Non dev’esserci un buon rapporto tra le due!
Caso Mesiano, a Brachino un Tapiro con calzini color turchese
UPDATE – Valerio Staffelli consegnerà stasera, nel corso della puntata di “Striscia la notizia”, un tapiro d’oro con calzini color turchese a Claudio Brachino (foto: tvblog.it).
Com’era prevedibile, Claudio Brachino non è stato a guardare e ha replicato con veemenza alle accuse puovutegli addosso dopo il servizio riguardante il giudice Raimondo Mesiano, andato in onda giovedi scorso.
«Lo ammetto, quel filmato non era un capolavoro e chiedo scusa - ha esordito il direttore di Videonews - ma non c’è stata alcuna violazione della privacy. Le immagini sono state girate per strada, in luoghi pubblici; il pedinamento offensivo è un’altra cosa. Non vi erano valutazioni giuridiche o politiche, nè epiteti infamanti. La responsabilità è esclusivamente mia».
Poi Brachino si è lanciato contro “Repubblica”, quotidiano che con un articolo comparso nell’edizione di venerdì scorso ha dato il via al mare di polemiche: «Se noi non abbiamo rispettato la privacy cosa si dovrebbe dire di chi in questi mesi ha pubblicato le foto dei bagni del premier fatte col telefonino e ha reso pubblici gli scatti provenienti dall’abitazione del Presidente del Consiglio?».
Ed ancora: «Mesiano è diventato famoso in tutto il mondo per una sentenza che obbliga Mediaset a sborsare 750 milioni di euro a De Benedetti. L’rvm è stato trasmesso giovedì, ma la bufera è scoppiata solo il giorno successivo, dopo che il giornale di proprietà dello stesso De Benedetti aveva scritto un pezzo a riguardo. Un caso dovuto dal fuso orario?».
Il giornalista infine difende Annalisa Spinoso, l’autrice del pezzo: «Qualche blog politicizzato e’ arrivato persino a pubblicare il suo numero di cellulare. Mi auguro che i difensori della privacy si schierino in difesa anche della mia collega».
Mesiano-Brachino, un match senza vincitori
Nessuno potrà convincermi che esultare alla vittoria di Prodi, brindando per la sconfitta di Silvio Berlusconi alle elezioni del 2006, sia una cosa normale. Specialmente se a festeggiare (parola del “Giornale”) è un giudice – che in teoria dovrebbe essere il garante di terzietà ed imparzialità – chiamato ad esprimersi su una vicenda, quella del “Lodo Mondadori”, che vede come protagonista e ‘penalizzato’ proprio il Cavaliere.
Sono 750 i milioni di euro che, secondo Raimondo Mesiano, la Fininvest deve risarcire a Carlo De Benedetti. Una sentenza choc per il premier, arrivata da un magistrato promosso e premiato appena tre giorni fa dal Csm per «l’equilibrio dimostrato».
Una moderazione tutta da verificare e che, come detto, risulta imprescindibile per chi si innalza a ruolo di arbitro. E proprio il recente caso di un arbitro, il più famoso, può venirci in soccorso. Nel 2005 Pierluigi Collina divenne testimonial di un’azienda che contemporaneamente risultava essere principale partnership del Milan. Nonostante il prestigio e la neutralità riconosciute, Collina fu costretto a mollare il proprio lavoro, per la felicità di chi paradossalmente oggi non muove invece un sopracciglio dinanzi ad una palese e testimoniata anomalia.
Detto questo, non si può non restare sorpresi nel guardare il servizio che Claudio Brachino a mandato in onda nel corso della puntata di giovedì di “Mattino 5″. Un rvm nel quale Mesiano viene spiato mentre passeggia, fuma, parla al cellulare e si reca dal barbiere. Non manca inoltre l’ironia per i calzini color turchese, accoppiati ai mocassini bianchi e al pantalone blu. Circostanza questa che spinge la giornalista Annalisa Spinoso a definire l’atteggiamento del giudice «stravagante».
Le polemiche non potevano che essere immediate. Ma più che il «linciaggio mediatico» denunciato dagli indignati stupisce l’inutilità del video, totalmente privo di qualsivoglia condotta degna di nota. Un atteggiamento furbo e razionale avrebbe convinto la redazione a gettare nel cestino il nastro una volta constatato il suo deficitario valore. Brachino ha invece optato per la trasmissione del pezzo ad ogni costo, tentando invano di costruire attorno al nulla uno scoop che non c’era.
Ecco allora che il filmato, seppur girato sul suolo pubblico, finisce solamente col violare la riservatezza della ‘vittima’ in questione, violentemente defraudata della propria privacy. IN BASSO IL VIDEO ‘INCRIMINATO’.
