Iracondo quanto geniale; debordante quanto illuminante. Vittorio Sgarbi non si smentisce e nel programma di Raidue “L’era glaciale” mette in mostra il “lato” buono della propria personalità, lasciando in soffitta urla, liti e insulti.
Nell’intervista concessa a Daria Bignardi, il critico d’arte affronta svariati temi, passando dal “trans-gate”, allo storico diverbio con Mike Bongiorno, senza dimenticare la polemica sul crocefisso ed il primo cittadino di Milano Moratti. E proprio quest’ultima è stata la protagonista involontaria della sua battuta più bella: «Ho deciso di candidarmi a sindaco per “Cl”». «Comunione e Liberazione?», chiede la conduttrice. «No! Contro Letizia!».
Sull’ex Governatore del Lazio, Sgarbi preferisce invece non infierire, confidando la pena umana provata per Piero Marrazzo: «La sua storia ribalta la sua immagine; è imbarazzante per il fatto di essere stato Dottor Jeckyl e Mister Hayde per cinquant’anni. Sono molto dispiaciuto, ma la reazione dei media l’ho trovata normale»
SENTENZA SUL CROCEFISSO – Il sindaco di Salemi difende poi il simbolo della civiltà cristiana: «Per chi non crede, Cristo non è un disturbo. Se dovessimo dar retta alle richieste dei non cristiane dovremmo allora buttar giù le chiese, non studiare Michelangelo, Dante, Manzoni. Questa sentenza del Tribunale sembra quasi un altro processo a Gesù».
Al momento della riproposizione della famosa puntata di “TeleMike”, l’ex sottosegretario ai Beni Culturali, rivendica ancora dopo ventanni le proprie ragioni: «Ogni volta che lo riguardo noto con ammirazione la forza con cui Mike difendeva le proprie tesi. Però sbagliava. All’epoca non feci altro che denunciare ciò che poi è effettivamente avvenuto a Messina: case di mafia costruite senza autorizzazione in luoghi di pericolo».
Infine, non manca una frecciata a Santoro: «Dopo la lite con Travaglio non mi ha più invitato ad “Annozero”. Quando si parla della libertà, si parla solo della loro. C’è una sola libertà?».

