La Corrida, il nuovo corso che volta le spalle a Corrado

Massimo Falcioni per Riviera Oggi

Un’offesa a Corrado, al maestro Pregadio, ai telespettatori e allo spirito fondativo della “Corrida”. Il nuovo corso di Flavio Insinna e dei suoi pseudo dilettanti allo sbaraglio è un mega ammasso di fastidioso baccano, romanità esasperata e concorrenti adatti ad una canzone di Cristicchi piuttosto che ad un contesto che in principio prevedeva un’ampia dose di autoironia.

Nel 2002, qualche critico televisivo osò contestare l’operato di Gerry Scotti, che da Corrado riuscì sapientemente ad ereditare lo stile, l’ironia intelligente ed arguta ed il garbo. Chissà cosa penserà oggi, dinanzi ad un continuo schiamazzo asmatico del conduttore, traslato e riesumato dalla fortunata esperienza ad “Affari Tuoi”.

I morti, si sa, non tornano indietro. Rimangono perlopiù nei ricordi di chi li ha amati, ma la memoria andrebbe almeno rispettata. Invece no. Sabato sera è  bastato un misero applauso di circostanza in apertura per liberarsi dei due storici padroni di casa ed avviare il terzo ciclo della popolare trasmissione.

Troppo invadenti, troppo immensi per non essere immediatamente chiusi in un cassetto. Perché da lì in poi lo spettacolo è stato tutto ciò che Corrado avrebbe boicottato e rinnegato. Macchiette impure che ambiscono a quei meri tre minuti di celebrità su Youtube e casi umani da irridere e compatire con battute scontate. La “Corrida”, la vera “Corrida”, era altro. Era l’autenticità dello show, aperto alla gente comune. Era l’innocenza dei partecipanti, sanguigni ed ingenui. Erano le risate, le tante risate, spontanee e mai forzate.

La “Corrida” attuale è al contrario assai vicina ad un qualsivoglia “Show dei Record”, capitanato da Barbara D’Urso.

Non basta rievocare l’amata sigla strombazzante; non basta rispolverare Antonella Elia (obiettivamente la meno peggio della banda); non basta affidarsi a citazioni commemorative (“E non finisce qui” è stato stra-abusato nell’arco di tre ore). Caro Insinna, non basta.

Il declino di Pregadio: non voleva essere un comprimario; si accontenta di fare la macchietta.

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Massimo Falcioni per www.sambenedettoggi.it

Nel mese di dicembre, poco prima delle feste natalizie, gli amanti della televisione rimasero scossi da un clamoroso annuncio: Roberto Pregadio non avrebbe fatto parte del cast della nuova edizione de “La Corrida”, lasciando spazio ad un nuovo direttore d’orchestra, Vince Tempera.

Una decisione che provocò un’aspra polemica, lanciata proprio dal maestro siciliano: «La verità è che la produzione del programma, ovvero Marina Donato, la vedova di Corrado, voleva farmi fare lo spettacolo in coppia con un altro arrangiatore, ma io ho rifiutato. Conosco quello show come le mie tasche e so che troppi galli a cantare complicano solo le cose».

Attacco al quale rispose immediatamente la Donato: «Sono veramente dispiaciuta che Pregadio non abbia accettato l’offerta di partecipare ad ogni puntata della ‘Corrida’, pur condividendone la direzione musicale con Tempera. Nel fargli gli auguri di buon anno, gli ho comunque rinnovato l’invito ad accettare la nostra proposta contrattuale».

Trattavasi quindi di doppia collaborazione e non di epurazione. Possibilità scomoda, ma che ad 80 anni compiuti, poteva presentarsi. In fondo anche il bravo e compianto Franco Bracardi aveva iniziato al “Costanzo show” una convivenza con Demo Morselli alla fine degli anni novanta. Per non parlare del novantenne Santi Licheri, che da circa un decennio si alterna con altri giudici a “Forum”.

Certo, per chi come me è cresciuto a pane e Corrado, vedere un mummificato Tempera al fianco del conduttore non è una gioia. Ma il tempo passa per tutti, inesorabilmente. Ecco allora che forse, non accorgendosene, ex spalla di Mantoni faticasse a sopportare i carichi di una produzione imponente che oltretutto va rigorosamente in diretta. Senza dimenticare che nelle ultime stagioni le scenette tra Scotti, dilettante di turno e maestro erano diventate più stantie e prevedibili.

Insomma, di duo poteva trattarsi, ma così non è stato. Niente condivisione della scena, manco per sogno.

Poi però, a due mesi dal fattaccio, accade che il buon Roberto ricompaia su Raiuno a “I raccomandati” (venerdì, ore 21.10), trasmissione a tratti sosia de “La Corrida”.

Vi domanderete: probabilmente gli avranno assegnato la direzione d’orchestra o magari quello spazio che a Canale 5 aveva con rabbia tanto rivendicato. Manco per niente! A guidare i musicisti è infatti Pinuccio Pirazzoli, mentre al nostro caro maestro è affidato il compito di giudicare, assieme a Gianni Ippoliti, dei discutibili concorrenti. Piccoli collegamenti a distanza nel corso delle tre ore, nei quali a Pregadio è stato concesso appena un saluto. Per il resto solo un gioco di penose e ridicole smorfie e mimiche facciali durante la folle esibizione dei partecipanti.

Opinione confermata anche in rete, dove pure i più accaniti sostenitori del personaggio in questione stavolta non hanno avuto pietà: «Mi ha fatto pena. Povero maestro», ed ancora «Solo in Italia ci meravigliamo che un 80enne non lavori più, roba da matti».

Ci sarebbe ora da chiedersi dove sia la coerenza in questa scelta. Se una collaborazione allargata nello storico varietà di Mediaset poteva sembrargli offensiva, come giudicare di conseguenza una tale umiliazione? Che alla base ci fosse unicamente un patetico desiderio di ripicca?

Addio a “La Corrida”. Lo sfogo di Pregadio.

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La notizia dell’abbandono de La Corrida da parte di Pregadio la diedi già un mese fa, ma a soli cinque giorni dall’inizio della nuova edizione del programma a tornare sull’argomento è lo stesso maestro, con toni tutt’altro che natalizi.

«La decisione di non prendere parte alla prossima edizione della “Corrida” non è mia ma di altri, e non è in alcun modo determinata dalle mie condizioni di salute che, a dispetto dell’età, sono tuttora ottime e non hanno subito alcun deterioramento durante quest’ultimo anno».

Parole dure, che lasciano trapelare un rancore celato, nei confronti di qualcuno che, per giustificare il passaggio di consegne tra lo stesso Pregadio e la new-entry Vince Tempera, aveva magari alluso alla precarietà fisica del direttore d’orchestra.

Perchè la realtà è ben diversa ed il diretto interessato ha voluto raccontarla: «La verità è che la produzione della Corrida, ovvero Marina Donato, la vedova di Corrado, voleva farmi fare lo spettacolo in coppia con un altro maestro, che ora si è capito che sarebbe stato Vince Tempera, e io ho rifiutato. Conosco quel programma come le mie tasche e so che troppi galli a cantare complicano solo le cose. Loro sono liberissimi di fare altre scelte, ma dire che sono stanco o malato, questo non lo accetto. Ho iniziato con Corrado in radio a fare “La Corrida” e credo di meritare la verità».

Aggiungere qualcosa di mio è oggettivamente difficile. Posso solo dire che forse, per noi aficionados prendersela con Mediaset sarebbe stato più semplice e ‘rassicurante’. Scoprire invece (io sinceramente l’avevo immediatamente supposto) che a mettere in discussione la presenza storica del contenitore sia stata proprio la vedova di Corrado, lascia in me un imbarazzo ed un dispiacere particolare.

Poi magari la Donato avrà avuto anche ragione. Può darsi che ad 80 anni il nostro caro maestro fatichi (non accorgendosene) a sopportare i carichi di una produzione imponente e che va rigorosamente in diretta. Senza dimenticare che nelle ultime stagioni le scenette tra conduttore, dilettante di turno e maestro erano diventate molto più stantìe e prevedibili.

Meglio cambiare, avranno pensato ai piani alti. Meglio rinnovare la formula, alla vigilia di una battaglia – con Ballando con le stelle – che si annuncia durissima, memori pure delle difficoltà incontrate nell’anno passato contro Ti lascio una canzone di Antonella Clerici.

Detto questo, nessuno può però impedirci di ragionare esclusivamente col “cuore”, di rimpiangere i tempi che furono e di domandarci che cosa avrebbe pensato Corrado di tutto ciò.

Ufficiale: Pregadio si congeda da “La Corrida”.

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Quella che sembrava una semplice indiscrezione si è tramutata in notizia fondata.

Roberto Pregadio non prenderà parte all’edizione 2009 de La Corrida che partirà a Gennaio. Dopo molte chiacchiere, a spazzare via tutti i dubbi ci ha pensato il promo del programma che sta cominciando ad invadere il palinsesto di Canale 5. Nella penombra dello studio, Gerry Scotti si avvicina al piano; si intravede una sagoma corpulenta strategicamente tenuta all’oscuro. E’ possibile solo ascoltarne la voce. Voce che, possiamo dirlo, è di VINCE TEMPERA, noto direttore d’orchestra di molti Festival di Sanremo.

Senza nulla togliere alla rispettabilissima new entry, per chi come me è cresciuto a pane e Corrida, sarà difficile elaborare anche questo “lutto”. Prima la scomparsa traumatica del fantastico Corrado, ora l’abbandono di Pregadio. Oltre che maestro, una vera e propria spalla per i conduttori. Ci mancherà…

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Vince Tempera

Pregadio lascia “La corrida”?

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Secondo indiscrezioni trapelate nelle ultime ore, Roberto Pregadio storico direttore d’orchestra de La Corrida, non farà parte del cast della prossima edizione in programma da gennaio.

Per quel che mi riguarda, il maestro Pregadio rappresentava l’unico filo di congiunzione tra la trasmissione ed il suo indimenticato fondatore, Corrado. Se anche questo “laccio” dovesse spezzarsi, a mio avviso il programma non avrebbe più motivo d’esistere.

A seguire, una delle più divertenti esibizioni avvenute a La Corrida (1986).