Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM
“La Corrida” e Corrado hanno un erede. Non un emulo, perché nessuno potrà mai restituirci quella magia, quel garbo, quella simpatia, quell’epoca. Nessuno ci ridarà indietro il conduttore romano – morto troppo presto e ricordato sempre troppo poco – il maestro Pregadio, i loro indimenticabili duetti ai danni dei concorrenti più bislacchi. I due si prendevano regolarmente in giro, proiettando ambigui sguardi e battute sulle vittime di turno, con continue gag che tuttavia mai, nemmeno una volta, rasentavano la volgarità.
Quella “Corrida” fu l’unica “Corrida”. E non ce ne voglia il pacioso Gerry Scotti, capace nel 2002 – a tre anni dalla scomparsa del suo creatore – di rispolverare il format (col benestare della moglie e produttrice Marina Donato) e di garantirgli quell’eleganza vicina al predecessore. Il pubblico apprezzò e gli ascolti premiarono. Fino al 2009, quando il varietà tirò in fiato e tornò in soffitta. Ci fu persino l’occasione per un “terzo tempo” affidato a Flavio Insinna: una parentesi che vedrà – senza quest’ultimo – una rischiosa e forzata prosecuzione nella tarda primavera o dopo l’estate. Forzata perchè il presente, e futuro, si chiama “Italia’s got talent”.
Eccolo infatti il discendente perfetto. Basato sull’inglese “Britain’s got talent”, il programma rappresenta la derivazione della “Corrida”, l’originaria.
8,8 milioni di spettatori, pari al 34,5% di share. I dati sono da sabati sera d’altri tempi, con l’avversario di Raiuno, “Ballando con le stelle” (al 21,6%) puntualmente steso al tappeto.
I giurati – De Filippi, Scotti e Zerbi – appaiono totalmente affiatati e sono la vera benzina dello show, nonostante in teoria la conduzione spetterebbe a Simone Annicchiarico e Belen Rodriguez.
I talenti, veri e presunti, passano tutti sotto le loro grinfie, con risultati spesse volte esilaranti.
In gran parte registrato, almeno sino al raggiungimento delle fasi finali, la trasmissione beneficia proprio della post-produzione, che anziché provocare distacco e freddezza dona freschezza, brio e velocità.
E’ il trionfo del low-cost, che stende l’avversario “spendaccione”. Canale 5 se la ride e intanto allunga il carrozzone di una puntata, collezionando un “meglio di” il 17 marzo, quando a “Ballando” andrà in scena la finalissima.
Il ferro va battuto finchè caldo. E in questo momento è addirittura bollente.