Il trionfo dell’uomo normale

La vittoria dell’uomo normale. La dimostrazione che si può vincere anche optando per il low profile, senza cercare nemici ovunque, senza creare polemiche col mondo intero. E’ il trionfo di un tecnico che predilige la figura paciosa, del padre di famiglia che si fa ben volere ed amare dai suoi ragazzi.

Ha allenato il Real. Nella sua carriera ha alzato al cielo due Champions League. Ma non è Jose Mourinho. Perchè lo “Special One” non è Campione del Mondo. Vicente sì. Lui, l’uomo normale.

Invasore si avventa sulla Coppa. E la Fifa censura…

A pochi minuti del fischio d’inizio della finalissima tra Spagna e Olanda un invasore di campo ha tentato di avventarsi sulla Coppa del Mondo venendo bloccato dalla sicurezza a soli pochi centimetri dal trofeo. Una scena immortalata dai fotografi, ma clamorosamente censurata dalla Fifa che ha impedito alle tv di trasmettere l’accaduto.

Dunga o Fantozzi?

Ragazzi, quest’uomo è davvero irrecuperabile. Dopo le giacche assurde, le cravatte orride e le t-shirt di colori improponibili, ecco Dunga in costume!

Slippone grigio che nemmeno Fantozzi, al mare con Filini, avrebbe osato proporre!

La classe non è Spagna

Non sanno perdere, tanto che dopo una sconfitta in Champions League hanno attivato gli idranti per impedire i festeggiamenti altrui. E non sanno nemmeno vincere, mettendo in scena una patetica provocazione da coatti.

Il lato positivo è che le vittime in questione sono gli odiosi crucchi. Per il resto solo vergogna.

Il Lippi confuso, comunque da ringraziare…

Da “lippiano” di ferro, che continua e continuerà ad elencare i meriti di un magnifico operato, non posso comunque non notare la confusione e le incertezze del commissario tecnico in queste tre partite.

Moduli cambiati ogni volta, mai uguali ai precedenti. Dal 4-2-3-1 al 4-3-3, passando prima per un momentaneo 4-4-2. Tutti fallimentari e poco supportati dagli uomini mandati in campo, tra riconferme discutibili (Gilardino e Iaquinta colpevolmente riproposti a discapito di Pazzini e Quagliarella) e bocciature in corso. Per non parlare delle sostituzioni, rapide ed immediate nel corso delle partite con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia, che hanno mostrato un lato apprezzabile dell’allenatore, coraggioso e non ostinato nel perseguire le convinzioni di partenza, ma oggettivamente insicuro e nel caos come mai prima di oggi.

Il flop del Lippi 2 era scritto nei libri di storia della nostra Nazionale. Bearzot, dopo il trionfo di Spagna,  fece addirittura peggio non qualificandosi all’Europeo dell’84 ed uscendo agli ottavi al Mondiale dell’86. Vicini, dopo l’ottima uscita continentale del 1988 ed il sorprendente Mondiale del 1990 (conclusosi malamente ai rigori in semifinale) fu esonerato per aver mancato la qualificazione ad Euro ’92. Nessuno si sarebbe aspettato dunque un’altra Berlino. Nemmeno Marcello, tornato in sella nel 2008, dopo il miniciclo Donadoni, con l’entusiasmo di chi portava ancora negli occhi l’impresa del 2006. Quel 2006 che tuttavia non va assolutamente dimenticato. Nonostante la delusione, la disfatta e la rabbia.