PRIMA SERATA FESTIVAL – Tutti contro il monologo di Celentano. Avvenire: “Attacco bilioso”. Mentana: “Inutilmente offensivo”

Deroga al regolamento: sospese le votazioni dei big e rinviate direttamente a domani, quando le eliminazioni saranno a quel punto ben 4. Proteste accese da parte della giuria demoscopica.

Mentana critica Celentano su Facebook: “Forse sono io che sono invecchiato, forse stasera non ero nella migliore disposizione d’animo, ma devo dire che Celentano proprio non mi è piaciuto. L’ho trovato inutilmente offensivo e troppo costruito, e soprattutto lunghissimo. Per fargli spazio il festival è stato in pratica sospeso per un’ora…”.

Immediata la replica di Avvenire, direttamente dal proprio sito: “Nessuno avrebbe mai pensato di bombardare il teatro Ariston, durante Sanremo. Soprattutto di discorsi biliosi. Celentano, invece ha pensato di travolgere Sanremo in un delirio di onnipotenza [...] Ecco la sua vendetta contro chi ha «osato» fare delle pacate e civilissime critiche sulla sua decisione di dare il suo cachet in beneficenza. Celentano non perdona. E attacca a testa bassa: «Giornali inutili come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente perché si occupano di politica e di beghe del mondo anziché di cose confortanti che Dio ci ha promesso». E viene il serio dubbio che Celentano non li abbia mai letti davvero. Ma lui non vede e non sente. Vuole vendicarsi e lo fa (tanto la Rai gli ha dato carta bianca): «Avvenire e Famiglia Cristiana sono testate ipocrite come le critiche che fanno a uno come don Gallo che ha dedicato la sua vita per aiutare gli ultimi». Ora che si è sfogato, Celentano, fra una cantatina blues, e una vecchia hit, si incarta tristemente in discorsi sull’alta velocità, sul referendum bocciato dalla consulta e in una penosa gag su destra e sinistra con Pupo e il povero Morandi. Poi si lancia in una filippica a favore del martirio di Gesù e intona, come avevamo previsto, Il forestiero, basato sul Vangelo della Samaritana. Mentre ancora sta parlando su Facebook, Twitter e sui blog monta la protesta. E fiocca la solidarietà per i giornali cattolici per i quali Celentano ha chiesto la chiusura”.

Altri attacchi del Molleggiato: “Aldo Grasso è un deficiente”. Poi, davanti a Morandi, esclama: “Bisognerebbe avere il coraggio di non tingersi i capelli”. L’avrà presa bene?

Alle 22.20 arriva Celentano. Bordate contro Avvenire e Famiglia Cristiana: “Parlano di politica e mai di Dio. Testate ipocrite come ipocrite sono le critiche a Don Gallo, che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli ultimi”.

Guasto risolto, Morandi si rilassa. Non deve più improvvisare, puo’ tornare a leggere il gobbo.

Si blocca il sistema di voto della Giuria Demoscopica. Primo segnale d’imbarazzo per il solito Morandi impacciato e per troppi minuti lasciato da solo sul palco. Un finto stralunato Papaleo arriva in soccorso dell’eterno ragazzo.

Anteprima di 30 minuti. Il Festival apre ufficialmente alle 21.10. Strategia anti-Striscia, con Luca e Paolo chiamati a raccogliere pubblico in attesa del via.

Luca e Paolo sfottono Adriano Celentano a venticinque anni da quel Fantastico, nel quale su una lavagna il “molleggiato-animalista” scrisse testualmente “La caccia e contro l’amore”, senza l’accento. “Caro Adriano avevi torto. La foca a’ rovinato il Paese”, con aggiunto riferimento ironico a Berlusconi.

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