Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM
Non esistono i diritti d’autore per un divano. E se malauguratamente ci fossero, basterebbe cambiarne il colore o lo stile. Così in effetti è accaduto nel caso di “The show must go off”, nuovo programma di Serena Dandini, alla prima uscita su La7 dopo il divorzio da Viale Mazzini.
Eppure l’anima di “Parla con me” si percepisce ancora, intatta. Non solo il sopra citato divano, ma pure un cast letteralmente identico. A partire dal regista, Igor Skofic, passando per i soliti Dario Vergassola, Neri Marcorè, Paola Minaccioni, Andrea Rivera, Max Paiella ed Elio e le storie tese, quest’ultimi gli unici davvero in gran forma assieme ai nuovi entrati Lillo e Greg.
“The show must go off” (buono il dato d’esordio: 5,7% di share) per ora non è altro che l’esatta trasposizione della banda dandiniana da un’emittente all’altra, con la leggera differenza di uno spettacolo diluito tutto in una serata, quella del sabato.
Se è vero che plagiare se stessi non è reato, palese pare la ripicca nei confronti di Raitre. Non è un caso che Paolo Ruffini, neo-direttore di La7, lo sia stato prima del terzo canale di Stato, fino alla sostituzione polemica con Antonio Di Bella (direttore del Tg3 sotto la sua gestione). Senza dimenticare che la campagna acquisti dell’emittente di Telecom Italia Media ha succhiato proprio da quel bacino.
Una guerra aperta, dichiarata, che rischia di diventare altamente rischiosa sotto il profilo degli ascolti. La7 infatti si sta rapidamente costruendo un’identità, molto di nicchia ed affatto generalista. L’accostamento a Raitre, voluto e aggressivo, punta decisamente alla spartizione della torta. Questo comporterà una virata “ideologica”, già presente ma fin’ora non troppo accentuata, che potrebbe definitivamente bollare il terzo polo televisivo e tarparne la crescita.
Lanciare una sfida ad un’unica rete, perdipiù a quella maggiormente politicizzata, non è la strategia migliore.
