Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM
Tante ne abbiamo sentite, tantissime ne sentiremo ancora. La Costa Concordia come una nuova Avetrana, con tanto di plastici, psicologi e tuttologi. La nave inabissata celebre tanto quanto la cancellata dell’abitazione dei Misseri.
Chissà per quanto ancora proseguirà il tormentone, ma sinceramente non c’è da essere ottimisti. Schettino, la moglie di Schettino, l’amico di Schettino, il nemico di Schettino, la postina di Schettino, la maestra d’asilo di Schettino, quella d’università di Schettino. Che magari bisticciano tra loro: “Era bravo”. “Macchè, si capiva che aveva dei problemi”. Verranno tutti intervistati, nell’attesa di spartirsi i “soli” 4 mila superstiti del naufragio. Un po’ a te, un po’ a me.
Non possono farne a meno, proprio no. I quesiti da porre sono troppi, scherzate? Tutti fondamentali, indispensabili, puntuali. “Come si sente?”, “Cosa ha provato?”, “Ha avuto paura?”, “L’acqua era fredda?”, “L’incidente si è verificato poco dopo cena. Non ci si dovrebbe buttare in acqua prima di tre ore, lo sa?”.
Ma poi arrivano gli intellettuali, tranquilli. Come Daria Bignardi, regina delle radical-chic, che alle Invasioni Barbariche ospita Biggio e Mandelli dei Soliti Idioti: “Vi siete chiesti se con quel Dai caxxo il comandante De Falco si è ispirato a Ruggero? In molti lo pensano”. Fantastico. E pensare che il direttore del telegiornale della medesima emittente, solo quarantott’ore prima aveva tuonato: “Sul caso Concordia è arrivato il momento di dare il buon esempio”. Seguito alla lettera.

La Vergogna nella Televisione Italiana non esiste!
Cannibalizzano tutto e tutti ,creano mostri a loro uso e costume!!