Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM
Che roba strana la comunicazione ai tempi di internet. Non era la prima volta che Paolo Villaggio si scagliava contro i sardi. Che poi scagliarsi è una parola grossa: “Scarsa natalità in Sardegna? Là non si riproducono perché i pastori preferiscono le pecore. Lo fanno per sfuggire all’impegno enorme e grossolano della famiglia”. Col solito tono e l’ormai celebre disincanto. Un’uscita magari banale (o “paradossale”, come la definisce, scusandosi, lo stesso l’attore) avvenuta nella trasmissione di Raitre “Brontolo”, ma di sicuro non infelice, dato che nessuno spaccerebbe le parole del comico genovese per vere.
I sardi semmai guarderebbero oltre, senza celare una certa dose di stizza. Il governatore isolano Ugo Cappellacci, al contrario, è passato immediatamente al contrattacco: “Il servizio pubblico, pagato dai cittadini, non può essere ridotto a veicolo di stupidità, volgarità e ignoranza. Se il livello culturale offerto da certe trasmissioni scende così in basso, lo Stato farebbe bene a considerarle tra le voci soggette a tagli”.
Tralasciando le polemiche, un aspetto risulta assai curioso. Come detto infatti, Villaggio aveva già pronunciato queste parole, in diversi altri contesti. Nessuno aveva alzato polveroni, nessun giornale le aveva riportate. Bizzarro, no?
A dire il vero non più di tanto. Prendete la povera Iva Zanicchi, processata per un “reato” commesso dodici anni prima. Erano i tempi di “Carramba che fortuna” e di una Lotteria Italia che dominava incontrastata nelle ricevitorie. Giusto questi due fattori basterebbero a dimostrare l’eternità trascorsa da quell’evento. Eppure la finta urinata – compiuta per gioco e per accontentare il paragnosta di turno – è diventata un cult della rete. Miracoli del web, che detta tempi e notizie.