Non poteva finire così. Non doveva finire così. “Resto qui. Non ce l’ho fatta a staccarmi da questo ambiente, a staccarmi dal Milan, dai tifosi, era impossibile farlo in due ore senza salutare lo stadio di San Siro come è giusto che sia e come avevo sognato che fosse”. I gol non sono tutto, anche se tu ne hai fatti a valanga. Nell’anima delle persone ci si entra per dei piccoli gesti, tuttavia fondamentali. “Ho pensato d’andarmene, ma ho scelto di restare e sono felice anche se non giocherò”. Mio punto di riferimento sempre, pure quando gli altri osannavano i Kakà e i Shevchenko. Per me tu avevi qualcosa di particolare. Tu eri l’unico che riusciva a farmi battere davvero il cuore.
Ora guai a trasformarla in una guerra tra Pippo e Allegri. A Max si chiede di vincere, non di allenare le All Stars. Inzaghi lo sa. Sa che Stephan corre di più, sa che Robinho ha dodici anni di meno, sa che Ibra non si tocca, sa che Cassano – se torna – ha il posto assicurato, sa che Pato ha alcune chance in più, sa che Maxi Lopez ci serviva. Lo ripetero’ in eterno: contro l’anagrafe non si vince. Non è colpa di nessuno, tantomeno del mister. Non costringetemi a scegliere. Non potrei mai.








