Malore Sposini, rabbia Venier: “Mi avevano parlato di una congestione”

Caso Sposini: il giorno dopo il dramma, Mara Venier si sfoga su Repubblica: “Mancavano cinque minuti dalla messa in onda, stavamo scherzando, eravamo abbracciati quando è caduto: in un attimo era a terra. Privo di sensi. Ho la scena davanti agli occhi. L’ho chiamato, ho cominciato a gridare come una pazza. Mi hanno spiegato che aveva avuto una congestione. Ma si rende conto? Un problema di stomaco e che non dovevo preoccuparmi, non era niente di grave. Non voglio che gli spettatori pensino che sono andata in onda conoscendo le condizioni di Lamberto, perché io lo ripeto, non sarei mai andata in onda. Non avrei potuto. Mi era stato detto che la situazione era sotto controllo. Sono andata in onda quindi rassicurando il pubblico. La tv è importante, ma la vita lo è ancora di più: è sacra, in casi come questi bisogna sapersi fermare”.

La conduttrice avrebbe poi appreso delle reali condizioni del collega nel corso dell’ultimo blocco pubblicitario prima del collegamento col Tg1 delle 17: “Mi hanno informato delle reali condizioni di Lamberto. Sono scoppiata a piangere, non riuscivo a calmarmi. Mi è venuto un senso di rabbia e di paura. A quel punto, dopo il Tg1, La Vita in diretta non è più ripresa. Sono corsa al Gemelli e ci voglio restare”.

Niente fretta

Massimo Falcioni per MILAN NEWS.

Non potendoci probabilmente impedire la festa tenteranno di farcela rinviare. D’altronde, a chi non è stato capace di segnarci un gol e di rosicchiarci nemmeno un punto nell’arco dei due derby stagionali non resta altro. Ma a noi il risultato di Cesena-Inter non deve interessare, non dobbiamo cascare nel tranello. L’importante è agguantare il titolo, inseguito e meritato per dieci mesi. Non importa come, non importa in quanto tempo.

Guai a farsi prendere dalla fretta, guai a voler inseguire record immaginari. Pensiamo sì a chiudere il prima possibile i giochi, ma che il compito non diventi un’ossessione; non ce n’è bisogno. Il Milan non dovrà far altro che ripetere le performance delle ultime uscite. Quelle dal derby in poi, per intenderci: concentrati, spietati, convinti, cinici, orgogliosi.

Da quel 10 novembre 2010, giorno di Milan-Palermo, siamo padroni del nostro destino. Un ritornello che si protrae da ventiquattro giornate e che di sicuro non si interromperà questo week-end. Gli altri facciano ciò che vogliono, noi camminiamo per conto nostro. E se per i caroselli bisognerà attendere ancora sei giorni, beh, pazienza.

L’importante è però mantenere pure col Bologna la stessa cattiveria negli occhi, che da inizio aprile ci ha consentito in serie di ammutolire gli avversari, annientarli ed infine risvegliarli da un sogno che appartiene solo a noi. Dai ragazzi, manca poco.

Malore Sposini, la Venier non sapeva nulla

“Lamberto ha avuto un leggero malore, non sembra nulla di grave. Ti aspetto qui per baciarti”. Così Mara Venier ha aperto la puntata odierna de “La vita in diretta”, partita con circa due ore di ritardo sulla tabella di marcia a causa del malore che ha colpito Lamberto Sposini poco prima di andare in onda. Peccato però che il giornalista umbro in realtà stesse malissimo, colpito probabilmente da un ictus. Alle 17.20 infatti la seconda parte del talk show non riprende affatto.

Malore per Sposini, è grave

Sarebbe dovuto andare in onda con la sua “Vita in diretta” a partire dalle 14.10 con una puntata speciale dedicata al matrimonio reale di William e Kate, ma a quell’ora Raiuno a sorpresa trasmetteva “Da Da Da”. Lamberto Sposini si è infatti sentito male pochi istanti prima il countdown, probabilmente colpito da un ictus.

Secondo quanto riportato da chi era presente, Sposini avrebbe perso sangue dalla bocca. Subito soccorso, il giornalista sarebbe stato prelevato dall’ambulanza circa 40 minuti dopo essersi sentito male.

“Ora tutto sta andando bene e Lamberto si sta riprendendo”, ha affermato Mara Venier ad inizio trasmissione. Tuttavia le ultime agenzie parlano di un’emorragia cerebrale estesa con tentativo di operazione.

Se sbaglio mi corrigerete

«Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d’oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale» (Giovanni Paolo II).

Della serie anche i beati fanno cazzate.

Quasi maggiorenni!

Massimo Falcioni per MILAN NEWS.

A quattro punti dal sogno, forse anche meno se il Cesena manterrà il suo attuale trend di risultati. Dopo Brescia il diciottesimo scudetto è più vicino, pronto ad essere agguantato dalle mani di chi da metà ottobre domina un campionato che si va tingendo più che meritatamente di rossonero.

Miglior difesa in assoluto, miglior attacco, dodici punti su dodici realizzati contro le due dirette inseguitrici, alle quali sono stati rifilati 9 gol, subendone appena uno.

Perché la nostra è stata la stagione della coerenza. Fatta eccezione per quell’inizio un po’ così -  contornato da sberle piacevoli, in quanto ci fecero comprendere come non si doveva scendere in campo – e quel mese di marzo, quando decidemmo cinicamente di riaccendere la fiammella della speranza di quelli là, guidati dall’utopico ottimismo dell’Incompatibile, deflagrato in quella meravigliosa serata del 2 aprile.

Privi del centrocampo per un intero mese; senza Pato, Inzaghi, Ibrahimovic, Pirlo, Ambrosini, Bonera, Nesta, Zambrotta, Boateng, Gattuso nel momento più delicato. Ma lo stesso lassù, con la rabbia e l’orgoglio più forti dell’ingiustizia, dell’invidia, della sfortuna. Stiamo per diventare maggiorenni, senza il bisogno di aumentarci gli anni. Ci siamo intesi!

Nell’anno del venticinquennale non potevamo non regalarci l’ennesimo trionfo. Per una dirigenza unica, inarrivabile, che nei cuori dei veri milanisti non potrà mai essere defenestrata da nuovi intrusi. Vero Curva Sud?