Massimo Falcioni per DAW-BLOG.COM
Qualunque essere umano è padrone della propria vita, così come dovrebbe esserlo della propria morte. Non in Italia però, dove aiutare un essere umano consenziente ad andarsene è un reato accostabile all’omicidio.
Fazio e Saviano, nel corso della seconda puntata di “Vieni via con me”, hanno dato voce proprio a questa seconda categoria, con Mina Welby – moglie di Piergiorgio – che ha riportato le ultime parole pronunciate dall’amato prima di andarsene. Un congedo drammatico e allo stesso tempo commovente, di un uomo che per anni aveva coscientemente espresso il desiderio di un fine vita anticipato ed artificiale, che lenisse il dolore di un corpo senza più speranze.
Welby spirò il 20 dicembre 2006 a tre mesi da una lettera disperata inviata al Presidente della Repubblica, in cui veniva implorato il riconoscimento della ‘dolce morte’. Da Fazio, Mina non ha elogiato l’eutanasia, neanche di striscio. Ha semplicemente raccontato una storia alla quale lo Stato avrebbe voluto mutare il finale, addirittura con la forza.
Il programma di Raitre ha concesso lo spazio ad una minoranza, non tutelata e non supportata dalle leggi dello Stato. Perché nel nostro Paese nessuno ti impedisce di vivere, mentre al contrario non ti viene permesso di crepare, neppure sotto supplica. La pretesa dei comitati pro-life di replicare in trasmissione ad un diritto già esistente è dunque fuori luogo.
Peccato tuttavia che a “Vieni via con me” vi fosse pure Beppino Englaro, con il caso della figlia inappropriatamente gettato nel calderone. Eluana, rimasta per diciassette anni in stato vegetativo e dal 1994 amorevolmente curata dalle Suore Misericordine di Como, da un momento all’altro non ricevette più l’alimentazione decedendo nella serata del 9 febbraio 2009. Senza appello, senza che avesse proferito verbo, senza che una voce squarciasse quel silenzio forzato. Beppino si affidò esclusivamente ad alcune opinioni espresse dalla donna in gioventù, magari a pranzo o a cena. Ciò bastò per rispedirla al Creatore.
L’eutanasia cari miei è un’altra cosa. E più che aprire le porte a questo o a quel movimento, forse sarebbe il caso di chiuderle in faccia a certi soggetti.








