«A Barcellona? Non ci vado. Non gioco, gli lascio il ricordo del 3 a 1!». Da morire dal ridere!
Archiviazioni mensili: aprile 2010
Radiodue cancella anche “Rai dire gol”
Dopo “Rai dire Sanremo”, su Radiodue salta anche “Rai dire Gol”. A confermarlo è Marco Santin, uno dei tre componenti della Gialappa’s Band, che sulle pagine de “La Stampa” dichiarà infuriato: «Sono e siamo senza parole, era già successo con il Festival di Sanremo qualche mese fa ma almeno lì c’era stato un problema legato alla proposta economica, incredibilmente bassa, che mal si sposava con le nostre richieste. I nostri fan si erano scatenati ma almeno speravano, e lo speravamo anche noi, nei Mondiali. E invece questa volta è stato peggio. Noi e l’avvocato al quale affidiamo i nostri contratti siamo stati completamente tenuti all’oscuro di tutto. Cancellati, senza sapere neanche perché. Ora, il mio telefono è sempre stato acceso, così come quello dei miei soci e anche il cellulare del mio avvocato funziona benissimo».
Divenuto un appuntamento classico per tutti gli sportivi, e non, “Rai dire gol” nell’ultima edizione era andato contemporaneamente in onda anche in televisione, sui canali di Sky Sport. E proprio a questo precedente si aggrappano ora gli appassionati del “trio comico”. In quel caso, almeno per gli abbonati al bouquet satellitare, non ci sarebbero problemi. Per gli abbonati.
Trova le differenze!
Raimondo, l’ultimo tenore della tv
Il mio omaggio a Raimondo Vianello.
E Ubaldo Pantani ridicolizzò Travaglio!
Il comico Ubaldo Pantani imita splendidamente Marco Travaglio durante la trasmissione di Raitre, “Glob”.
Fatevi curare
Internet è il regno della libertà. Quella libertà di cui io stesso, con questo umile blog, usufruisco. Capita però sempre più spesso che tale privilegio diventi un’arma a doppio taglio e venga usato come esternazione dei più beceri sentimenti che, senza il web, non troverebbero altro sfogo.
Ecco allora che anche la scomparsa di Raimondo Vianello viene usata come arma politica. Su Facebook alcuni animali si sono sbizzarriti nel fondare il gruppo “Festeggiamo la morte del berlusconiano Vianello”, con la seguente motivazione: “Dopo Mike, Mosca, Santi Licheri, il Cavaliere perde un altro voto. Cari compagni, se la maledizione di Stalin continua ad avere effetto, presto sarà rivoluzione! Vivamente sperando che il prossimo sia Fede”.
Ma non è tutto. Qualcuno ha avuto pure il coraggio di ergersi a giudice del comportamento di Silvio Berlusconi nel corso del funerale dell’artista romano. Sinceramente e visibilmente provato, il Premier è rimasto per tutto il tempo accanto ad una distrutta Sandra Mondaini che, tuttavia, una volta accortasi della sua presenza in Chiesa, si è calmata. Non importa che i tre fossero amici per la pelle, non importa che insieme abbiano contribuito alla fondazione della tv commerciale: Berlusconi per i soliti imbecilli è stato il solito attore intenzionato ad accaparrarsi qualche voto o consenso in più.
Delirio puro, di esaltati che credono di essere perennemente in campagna elettorale, quando in realtà le elezioni ci sono state ed hanno rivelato un risultato ben preciso.
Personalmente ho visto bontà d’animo nei gesti di un Presidente del Consiglio che oggi è tornato a ricoprire il solo ruolo di fondatore dell’emittenza privata.
Dei cervelli contorti possono vedere del marcio nelle immagini di oggi. Anzi, cervelli marci.
Ti voglio tanto bene
Un vuoto straziante
Michele hai ragione: la satira non si tocca…
Per Santoro la satira è libera. E anche le porcate
Santoro la butta come al solito in caciara. Mix di populismo e antica retorica contro Ignazio La Russa che ieri sera ad “Annozero” chiedeva a Concita di scusarsi per la vergognosa vignetta di Staino comparsa su L’Unità il giorno dopo la strage che ha colpito la Polonia. Il ministro della Difesa ne ha approfittato inoltre per rispolverare un altro disegno di Mauro Biani che lo stesso Staino pubblicò sempre sul quotidiano fondato da Gramsci e nel quale si invitavano i lavoratori i mobilita a sparare a Brunetta.
Perchè in Italia tutto è satira, pure le porcate. Per la cronaca, Concitina non s’è scusata.





