E’ morto, a 73 anni dopo una lunga malattia, il doppiatore Glauco Onorato. Nome forse poco noto a molti, ma allo stesso tempo uno dei “timbri” più rappresentativi del panorama italiano, Onorato se n’è andato proprio negli ultimi istanti del 2009, all’ospedale San Camillo di Roma.
Nel corso della sua lunga carriera prestò la voce a Arnold Schwarzenegger, Danny Glover, Hulk Hogan, ma soprattutto a Bud Spencer, al quale regalò un’inconfondibile caratterizzazione.
Come attore recitò ne “Il Vizietto”, in “Zucchero, miele e peperoncino”, nello sceneggiato de “I promessi sposi” (1967), nelle fiction “Le ali della vita 2″ (2001) e “Questa è la mia terra” (2006) e nella soap-opera “CentoVetrine” (2004).
Il 30 dicembre 2005 morì la povera Donatella Colasanti. Un tumore al seno se la portò via all’età di 47 anni.
Fece in tempo ad assistere all’assurda scarcerazione di Angelo Izzo, che nel maggio dello stesso anno tornò ad uccidere la moglie e la figlia quindicenne di Giovanni Maiorano, un detenuto conosciuto in carcere.
L’ultima umiliazione di una vita straziante. In un’Italia che celebra e concede spazi televisivi ad un elemento come Donatella Papi, intenta a sposare proprio Izzo, io voglio ricordare un’altra Donatella. L’unica vera vittima (assieme a Rosaria Lopez) di questa vicenda.
E’ già online, in anteprima, una bozza non definitiva dello spot di promozione turistica progettato dalla Regione Marche ed avente come testimonial l’attore statunitense Dustin Hoffman. A renderla visibile agli utenti è stato il Governatore della Regione, Gianmario Spacca, che tramite il proprio canale Youtube, ha caricato il filmato, di due minuti, a lui consegnato dalla stessa produzione quindici giorni fa.
«La musica non è definitiva e il montaggio verrà ovviamente diverso», spiega Spacca. «Si tratta comunque di una prova e va quindi presa come tale».
L’intermezzo presenterà due differenti versioni. Una più lunga destinata al cinema (di due minuti appunto) ed una “short”, di appena trenta secondi, rivolta al piccolo schermo e a sua volta suddivisa in quattro distinte illustrazioni.
«Dal 1 gennaio 2010 – continua il Presidente – uscirà nelle sale cinematografiche il primo modello, mentre il 20 sarà il turno degli altri media nazionali».
Immediate ed immancabili, e non poteva essere altrimenti, le critiche degli internauti. Le accuse sono principalmente rivolte al montaggio dello spot, invaso per tutto il tempo da un fastidioso “effetto eco”. I versi dell’ “Infinito”, recitato da un Hoffman che cammina immerso nel territorio marchigiano, rimbombano infatti con la voce di quest’ultimo che prova e riprova la poesia all’interno di un teatro. Un disturbo perenne e voluto, che andrebbe di conseguenza rivisto o corretto.
Le polemiche hanno poi investito il regista, Giampiero Solari, già Assessore Regionale ai Beni Culturali dal 2005. Un conflitto d’interessi palese per qualcuno, che Spacca però smentisce seccamente: «La società spagnola che ha vinto il bando di gara internazionale ha scelto il regista e lo staff tecnico. Nella sua piena autonomia la scelta è ricaduta su Solari».
Nato a Lima nel 1957, Solari è stato tra le altre cose ideatore ed autore delle tre edizioni di “Stasera pago io”, spettacolo di Fiorello che ospitò proprio Hoffman nel 2001. Nel 2007 subentrò in corsa nella squadra di “Apocalypse Show”, che rappresentò l’ultima (sfortunata) esperienza di Gianfranco Funari sulla tv di Stato.
Quasi azzerate infine le immagini delle coste adriatiche. Dell’immenso lungomare di San Benedetto, del viale, delle tremila palme più volte celebrate nel corso degli anni non vi è traccia. Dimenticati, umiliati e declassati. Per l’ennesima volta.
Vi prego, ditemi che è uno scherzo! Ditemi che è una parodia! Ditemi che ci sta coglionando tutti!
Noemi Letizia canta Mariah Carey. Eccola l’ultima trovata della 18enne campana, protagonista assoluta del gossip della primavera scorsa. In confronto, Romina Power è Maria Callas!
Sono dell’idea che il danno maggiore al Papa l’abbia causato quell’uomo della sicurezza che, una volta accortosi dell’irruzione della ragazza svizzera, s’aggrappa a lei, trascinando giù anche il Pontefice.
Mettete insieme una delle maggiori emittenti televisive della nazione, la più popolare stella del piccolo schermo ed un Capo di Stato che, con l’intera famiglia, si racconta ed augura un buon natale al Paese. Ne otterrete uno spettacolo di successo, intitolato “Christmas at the White House”.
Ma di cosa si tratta esattamente? Semplice; di un lungo speciale trasmesso in prima serata dal canale “Abc”, nel quale il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama per l’appunto, apre le porte della sua “casa” ad Oprah Winfrey, una delle donne più potenti del globo.
Se poi considerate che quest’ultima è stata la più convinta ed influente sostenitrice del Presidente democratico durante la sofferta campagna elettorale con John McCain (e ancor prima con Hillary Clinton), l’anomalia è davvero completa.
Immaginatevi infatti cosa accadrebbe se il “format” venisse, “malauguratamente”, importato in Italia. Pensate ad un’importante rete televisiva, ad uno spazio in “prime time” concesso al Premier, al Presidente del Consiglio che in braccio tiene i suoi figli (a dire il vero un pò grandicelli) e per mano la sua consorte (eventualità questa, altamente improbabile!). Piazzateci poi Bruno Vespa (anche se, visto il paragone con la Winfrey, i nomi di Fede o Belpietro sarebbero più idonei), autore di domande tutt’altro che scomode e il mix è completato.
Imminenti e furibonde sarebbero le reazioni. La sinistra griderebbe al “regime”; Grillo e Di Pietro riaffollerebbero le piazze e il conduttore di “Porta a Porta” finirebbe alla gogna. Un pò come capito lo scorso settembre, quando Berlusconi scelse proprio il salotto di Vespa per celebrare il suo “miracolo abruzzese” post terremoto.
Ma torniamo alle questioni poste al Presidente Obama nel corso del faccia a faccia. «E’ cambiato il rapporto con Michelle da quando è stato eletto?», «Crede che il suo sia un matrimonio da invidiare?», «Babbo Natale verrà alla Casa Bianca?». Interrogativi vitali, indispensabili, che hanno completamente oscurato altri argomenti quali il recente rifinanziamento della missione in Afghanistan, la mancata chiusura del carcere di Guantanamo (al contrario proclamata in due anni di campagna elettorale) ed il rifiuto ad aderire al Trattato contro le mine anti-uomo.
Questa è l’America di Barack, che nessun Travaglio racconta, ma che tutti celebrano. A conti fatti, qualcuno è ancora convito di trovarsi in un’atipica dittatura mediatica?