Appena due giorni fa è venuto a mancare prematuramente Michael Jackson, re del pop ed incontrastata icona musicale (assieme a Madonna) di questi ultimi venti anni. Il dolore e la commozione hanno preso il sopravvento, ma gli idioti, decisi ad intraprendere la strada della volgare e ridicola controtendenza, non sono comunque mancati.
Su Facebook sono già stati fondati gruppi di scherno nei confronti della star: Da “Finalmente è morto Michael Jackson” (con oltre 100 iscritti) a “E’ morto Jackson, un pedofilo in meno” , che ha raccolto in meno di 48 ore più di 800 membri. Ma l’apice del cattivo gusto l’ha raggiunto una vignetta (in alto), nella quale si accomuna il cantante a Silvio Berlusconi.
A parte l’indecenza di quel “purtroppo”, che lascia denotare la speranza, viva, di una immediata dipartita del Presidente del Consiglio (c’è bisogno di un ulteriore commento?), si nota la completa insensibilità dinanzi ad lutto. Bisognerebbe inoltre ricordare all’umorista dell’ultim’ora che nel 2005 Jackson venne assolto dall’infamante accusa di pedofilia. Tutti e 10 i capi d’accusa caddero e l’artista uscì pulitissimo dalla vicenda.
Ma si sa, se i media ti attaccano l’etichetta di “mostro”, questa è difficile se non impossibile scrostarla. E così succede che, nonostante le assoluzioni in formula piena, qualcuno infanghi il ricordo di un mito con delle scontatissime ovvietà.

