
Superbool era un quiz, almeno nelle intenzioni. Chiamato nel 1998 a succedere a Tira e Molla -fortunato gioco capitanato per due stagioni da Paolo Bonolis- fu affidato alle cure poco idonee di Rosario Fiorello.
Partito il 24 settembre, il programma ebbe fin da subito vita dura. Raiuno con In bocca al lupo, condotto da Carlo Conti, si impose immediatamente nella fascia preserale, costringendo Mediaset ad una faticosa e disordinata rincorsa.
E così, nella frenetica ricerca del consenso, la trasmissione non trovò mai stabilità. I giochini all’interno del contenitore subirono continui stravolgimenti, nella modalità e nei regolamenti, impedendo di conseguenza ogni sorta di fidelizzazione da parte del pubblico a casa.
Nel cast oltre all’artista siciliano anche una giovanissima Filippa Lagerback e Monti & Lorenzini, notai un pò giullari che parevano pesci fuor d’acqua. Come il conduttore del resto. Con un format non adatto ad uno showman strabordante com’era (ed è) Fiorello, sia presentatore che prodotto persero totalmente la propria identità dando vita ad un ibrido.
Per la cronaca, gli ascolti scesero più volte sotto i 3 milioni e Canale 5 decise di chiudere la baracca nel dicembre dello stesso anno. Poche settimane dopo la rete avrebbe lanciato Passaparola, con tutt’altra sorte.
Superbool segnò la fine dell’avventura di Rosario sulle reti Mediaset. Un rapporto, Karaoke a parte (ma pure su quest’avventura ce ne sarebbero di cose da dire), mai idilliaco, con un’azienda incapace di cogliere le vere capacita di uno degli intrattenitori migliori d’Italia.
Sarà la Rai, negli anni successivi, a regalargli invece la gloria. Con le tre serie di Stasera pago io (2000-2002-2004) ed una straordinaria produzione radiofonica con Viva Radio2, Fiorello ha saputo reinventarsi trovando finalmente la “diritta via”. L’improvvisazione, sua dote migliore, mescolata a sua volta ad massiccio e necessario lavoro autoriale sui testi hanno finalmente permesso ad un artista dalle potenzialità devastanti di esplodere.


















